Ceriscioli: «La riforma va avanti»

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Il Borghigiano Fabriano il Blog delle Marche -Piccoli ospedali, piccole aperture. Si rinvia la sostituzione della lungodegenza con le cure intermedie e ci sarà comunque un medico h24. Per il resto avanti: i piccoli ospedali dell’entroterra diventeranno poco più di un poliambulatorio. La Commissione Sanità dà l’ok alla riforma con prescrizioni giudicate «importanti». Basta? «Un contentino» dichiara il sindaco di Urbino Gambini. E quando si diffonde la notizia, là fuori, la protesta si fa ancor più fragorosa. Ci sono anche le mamme di Osimo, San Severino e Fabriano che protestano per la chiusura dei loro punti nascita. Per loro nessuno spiraglio. Ceriscioli riunisce la maggioranza Pd-Udc-Uniti per le Marche è ottiene sostegno: salve quelle prescrizioni per i piccoli ospedali, il processo di riforma andrà avanti. TENSIONE Non è bastato l'”assedio” della sede del Consiglio regionale da parte di circa 400 manifestanti provenienti da tutte le Marche, a far fare dietrofront alla Regione. In pullman (tre solo da Cagli) e mezzi privati, cittadini, comitati e amministratori dei Comuni dell’entroterra pesarese, di Fabriano, San Severino, Osimo, Matelica e Tolentino hanno messo in scena ieri pomeriggio un’eclatante protesta in strada, mentre al primo piano del Palazzo delle Marche era riunita la commissione Sanità per il parere sulla “delibera di Natale” sugli Ospedali di comunità. Mentre fuori si scatenava la protesta con striscioni, fischietti, cori accesi all’indirizzo del presidente della Regione, Luca Ceriscioli, al piano terra, con la fascia tricolore, i sindaci di Montefelcino, Acqualagna, Cagli, Frontone, Cantiano, Serra Sant’Abbondio, Osimo, San Severino, gli esponenti dei Comuni di Fabriano, Apecchio, Tolentino e il presidente dell’Assemblea dei sindaci dell’Av1, il sindaco di Urbino Maurizio Gambini, attendevano notizie sull’esito della Commissione. Non sono mancati momenti di tensione, come quando i manifestanti si sono portati a ridosso dell’ingresso del palazzo, guardati a vista dalla Polizia o quando si sono sdraiati in strada mandando definitivamente in tilt il traffico del centro di Ancona. Verso le 20 ci si è messo pure un falso allarme, con i vigili del fuoco intervenuti di gran carriera per un presunto scoppio di petardi. Il governatore e i membri della Commissione sono stati fatti entrare da un ingresso secondario. Una giornata campale, la più dura per Ceriscioli dalla sua elezione. E mentre le notizie, per tutto il pomeriggio, si sono susseguite, la maggioranza di governo aveva già tutto deciso: avanti si vada. Poco prima, infatti, il governatore aveva incontrato consiglieri e segretari di maggioranza (presenti Francesco Comi, Pd, Antonio Pettinari, Udc e Lorenzo Catraro, Psi). Esito della riunione, l’ok compatto a proseguire «con il percorso di riforma del sistema sanitario – si legge in una nota -. Avanti dunque con l’obiettivo di trasformare le strutture in ospedali di comunità». Con qualche lieve aggiustamento, poi recepito nella delibera votata poco prima delle 20 dalla commissione (maggioranza a favore, opposizione contraria), dopo il no alla richiesta di rinvio avanzata dalla vicepresidente della Commissione, Elena Leonardi (FdI): che resti attivo un mix di posti letto di Lungodegenza/Riabilitazione e Cure intermedie, ove già previsti nel 2013, e che si passi alla attivazione dei posti letto di Cure intermedie che dovranno gradualmente andare a regime, garantendo nel frattempo nelle 12 ore notturne il mantenimento della presenza del medico dipendente, adeguatamente formato, oltre almedico di Continuità assistenziale. Insomma, una sorta di “interregno” prima di procedere con le novità. Quando i consiglieri di opposizione hanno riferito l’esito della riunione ai manifestanti, è scoppiato il pandemonio. E così è saltato anche l’incontro che il presidente della Commissione, il Pd Fabrizio Volpini, aveva concesso ai sindaci, ma solo a delibera votata. «Una presa in giro», secondo i primi cittadini, che hanno così rifiutato l’invito. Notizia riferita da Claudia Grandi Il Messaggero

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