Champions League, il Barcellona batte 3-1 la Juventus. Catalani campioni d’Europa

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Il Borghigiano Fabriano Il Blog – (ANSA) Bianconeri escono a testa alta. Le reti di Rakitic, Morata, Suarez e Neymar. Champions League, il Barcellona batte 3-1 la Juventus. Catalani campioni d’Europa per la 5/a volta La cronaca

Il Barcellona vince la Champions battendo 3-1 la Juve nella finale di Berlino, e scoppia la festa blaugrana sul campo dell’Olympiastadion. Le reti di Rakitic 4′ pt, Morata 10′ st, Suarez 23′ st, Neymar 52′ st.  L’entusiasmo dei catalani e’ esploso al gol di Neymar, proprio allo scadere. Umori opposti tra i bianconeri: Pirlo in lacrime, molti giocatori in ginocchio sull’erba, altri sotto la curva dei tifosi bianconeri a salutare. “Oggi più che mai fieri dei nostri colori. Fieri di voi”. La Juventus applaude, su Twitter, la squadra nonostante la sconfitta di questa sera contro il Barcellona. “Siete il nostro orgoglio, ragazzi. Lo sarete sempre”, afferma sul social il club bianconero, che ringrazia mister Allegri: “Ci hai regalato un sogno”

Xavi alza coppa, scoppia festa Ramblas – ”Luis Enrique e’ gia’ come Guardiola”. I media spagnoli celebrano la quinta Champions del Barcellona, sottolineando che il Triplete conquistato dal tecnico dei catalani al suo primo anno lo equipara a ‘Pep’, allenatore-mito per il club blaugrana. Intanto a Barcellona la festa delle migliaia di tifosi per strada e’ subito cominciata. Almeno 20.000 erano assiepati alla fontana di Canaletas, all’inizio delle Ramblas, e tra il fischio finale e il gesto di Xavi che alza al cielo la coppa sono cominciati canti e fumogeni.

Buffon: “Ci ho quasi creduto” -“Cerco di gestire con equilibrio i grandi momenti di gioia e quelli di delusione. Oggi è il momento della delusione, ma prima ce ne sono stati tanti di gioia che abbiamo condiviso con il nostro popolo. Stasera c’è stato un momento in cui ci avevo quasi creduto”. Così Gigi Buffon a Sky subito dopo la fine di Juve-Barcellona.  Gigi Buffon ha ribadito il concetto (“ci avevo quasi creduto”) anche dai microfoni di Mediaset Premium: “ad un certo punto ci credevamo, potevamo fare l’impresa, ma non ci siamo riusciti – ha detto il portiere della Juve -. La sconfitta non è demerito nostro, ma i valori alla fine emergono durante novanta minuti. Come squadra ed anche come singoli abbiamo dimostrato di starci dentro, di fare partita”. “Le finali perse? Nelle finali anche chi è favorito ha il 51%, sono sempre difficili”, ha concluso il numero 1.

Orgoglio Morata – “Abbiamo avuto la possibilità di vincere, ma non lo abbiamo fatto. Non credo che tornerà un’occasione del genere, ma ora bisognerà lavorare e il prossimo anno dovremo tornare a lottare”. Così Alvaro Morata a Sky dopo la fine di Juventus-Barcellona. “I dirigenti stanno lavorando per costruire una squadra ancora più forte, siamo orgogliosi di indossare questa maglia”, ha aggiunto lo spagnolo, che poi ha cominciato a piangere dopo la premiazione.

Juve sconfitta ancora in finale, Champions resta tabù – Otto finali giocate, soltanto due delle quali vinte. La Champions League resta tabù per la Juventus, che questa sera contro il Barcellona cade di nuovo all’ultimo ostacolo e perde la sua quarta finale consecutiva. Quasi una maledizione, per i bianconeri, quella della Coppa dalle grandi orecchie. Dalla prima finale di Belgrado, nel 1973, persa 1-0 contro l’Ajax, ai rigori fatali di 12 anni fa, a Manchester contro il Milan. L’ultimo ad alzare al cielo la Coppa è stato, nel 1996, Gianluca Vialli, al termine della roulette dei rigori contro l’Ajax. Per la Juventus è stata la seconda Champions, ma molti suoi tifosi la considerano l’unica. Meglio dimenticare, dicono, quella vinta contro il Liverpool, grazie ad un rigore di Platini, all’Hysel di Bruxelles. Una finale giocata per motivi di ordine pubblico, davanti a 39 tifosi juventini uccisi dalla follia hooligans esattamente trent’anni fa, nel 1985. La storia delle finali smarrite dai bianconeri, iniziata nel 1973, è ricca. Dieci anni dopo la prima finale, persa per un gol dell’olandese Rep, un’altra delusione, nella sfortunatissima notte di Atene, contro l’Amburgo di Magath. La vittoria del 1996 illude i bianconeri che la maledizione della Champions sia ormai alle spalle. E invece ecco altre due finali gettate alle ortiche: nel 1997 contro il Borussia Dortmund (3-1) e l’anno successivo contro il Real Madrid (1-0). Cinque anni dopo, da Amsterdam a Manchester, i rigori premiano il Milan di Shevchenko. Poi nulla per 12 anni, con Calciopoli a rendere tutto più complicato per la retrocessione in serie B. Poi la resurrezione e la finale raggiunta quest’anno, in modo un po’ inaspettato, in una stagione che era stata sin qui perfetta. In molti avevano fatto la bocca a quel triplete che in Italia fino ad ora è riuscito soltanto all’Inter, in uno stadio di Berlino – quello del trionfo dell’Italia ai Mondiali 2006 – che sembrava fatto apposta per incoronare la Juventus. E invece la maledizione ha colpito ancora. Troppo forte l’avversario di turno, il Barcellona, nonostante una partita combattuta e – a tratti – giocata bene. La finale di Berlino finisce così con le lacrime di Andrea Pirlo, uno degli eroi azzurri di nove anni fa. E con la consapevolezza che la Juve non sia ancora riuscita a chiudere i conti con l’Europa.

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