Chi controlla i controllori?

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 15 febbraio 2015 – Qual è il modo più semplice e concreto per stroncare sul nascere la voglia di assentarsi dal posto di lavoro? Scontato: controllare. Peccato che chi dovrebbe farlo, finora non è che sia stato proprio impeccabile. Anzi.

Basti pensare al comando della polizia municipale di Ancona su cui aleggia, a mo’ di nuvola di Fantozzi, un’inchiesta non di poco conto sui presunti giretti di ufficiali e agenti che si sarebbero scambiati favori e badge per marinare il lavoro. Un po’ come si faceva quando andavamo a scuola, con la differenza che lì, se scoperti, a casa erano ceffoni.

Adesso il comandante dei vigili di Ancona, Massimo Fioranelli, ha deciso di chiudere i rubinetti. Per assentarsi dal comando bisogna digitare un codice numerico e passare il badge nella macchinetta smarcatempo. Al rientro si dovrà vidimare il cartellino e, in caso di anomalie, dovrà essere redatta la relazione di servizio, indicando l’orario di uscita, quello di rientro e le motivazioni dell’allontanamento. Dovrà essere fornita una descrizione dettagliata dell’attività svolta che dovrà essere «vistata» dal responsabile di sezione. Per gli ufficiali il visto dovrà essere posto dal comandante e dal suo vice.

Tutto perfetto. In casi del genere il pugno di ferro è quel che ci vuole. Ma siamo sicuri che al comando di Ancona questa stretta funzionerà? Che credibilità potrà avere un provvedimento simile che arriva oggettivamente in ritardo e solo dopo l’apertura di un’inchiesta da parte della magistratura? Ma allora perchè, da parte del sindaco e del comandante stesso, sminuire sistematicamente la portata di una protesta che ha del clamoroso come quella riferita più volte su queste colonne, ovvero che 75 vigili su 90 hanno di fatto «sfiduciato» la loro classe dirigente?

Gli interrogativi spuntano come i funghi su questo terreno così umido e molliccio. E si torna all’antico dilemma. Ovvero: chi controlla il controllore. Se si è permesso anche a qualche ufficiale di utilizzare i badge come la tessera dei punti del supermercato, qualcuno ne dovrà rispondere. O si vuol continuare a far finta di nulla?

E’ un po’ come la storia dell’inchiesta sulle spese pazze della Regione. Il capo di ogni singolo gruppo avrebbe dovuto controllare le spese (anche prima dell’entrata in vigore della nuova legge nel 2012), tagliare le manine a chi voleva far finire qualche banconota nelle casse di un ristorante il giorno del compleanno della figlia del consigliere o in un negozio di elettrodomestici per un frigoChissà perchè, nessuno ha fiatato.



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