Chiedono abiti per la Caritas e derubano un’anziana

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 13 luglio 2015 - «Mi scusi signora, avrebbe lenzuola e asciugamani da dare agli stranieri? Sono per la Caritas». Così, con «mosse graziose, troppo gentili per non essere ascoltate», due ragazze, una molto giovane, l’altra alta e bionda, si sono introdotte mercoledì dopo pranzo in casa di un’anziana residente in via Panfilo. E le hanno portato via oro, collane e contanti dalla camera da letto. Mentre una delle due la distraeva chiacchierando in cucina, la seconda agiva indisturbata.

«Hanno suonato al cancello – racconta la donna, di 82 anni, che vive da sola – saranno state le 15. Mi sono affacciata e ho domandato cosa volessero, mi hanno chiesto se avessi vecchie lenzuola e asciugamani da destinare alla Caritas, al camion per gli stranieri, specificando anche in quale giorno del mese passa precisamente. Io ho risposto che purtroppo non avevo niente del genere, ma le ragazze sono venute alla porta e hanno iniziato ad abbracciarmi e baciarmi sulle guance, in modo molto affettuoso. Così, di prepotenza, sono entrate in casa e una delle due si è seduta in cucina e si è messa a parlare del più e del meno».

La donna sottolinea che «avevano un modo di fare squisito, molto cordiale. Mi sono insospettita, però, quando mi hanno detto che mi vedono sempre vestita elegante alla messa della domenica. Ma io alla messa vado il sabato. E poi, una delle due stava sempre al telefono, non so se faceva finta». A un certo punto, trascorsi circa dieci minuti, una delle ragazze dice di andar via e si dirige verso la porta. «In realtà – continua la donna – è a quel punto che si dev’essere introdotta in camera, mentre io ero distratta dall’altra. Quella rimasta in cucina mi chiede se può prendere una pesca che era nel portafrutta, e io acconsento. Dopo un po’, altri cinque minuti circa, si alza e se ne va, mangiando la pesca e ringraziandomi».

La scoperta del furto, però, «non l’ho fatta subito – spiega –, quel pomeriggio in camera era tutto in ordine. La mattina dopo ho preso il portafoglio e mi sono accorta che mancavano tutti i soldi che c’erano dentro, cioè 200 euro. Così ho controllato. Avevano preso varie oggetti d’oro, due collane (una rossa e una bianca), un anello, un orologio d’oro e uno che apparteneva a mio marito». In questo caso, non è solo la perdita materiale ad essere spiacevole, ma la sensazione di tristezza che l’episodio ha lasciato. «Mi sono sentita presa in giro – conclude – e continuo a ripensarci». Tutto il quartiere è in allarme, «qui non si vive più come prima, è cambiato tutto rispetto a una decina di anni fa. Adesso, è impossibile lasciare porte e finestre aperte, come eravamo abituati a fare una volta. Non ci si può più fidare di nessuno», dicono i residenti del quartiere.

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