Chiese violate, escalation di furti

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche (Macerata), 24 giugno 2015 – «Qualche oggetto sacro è sparito ultimamente, ma più per nostra trascuratezza che per altro». Tonino Petrelli, diacono della parrocchia di Cristo Re, si occupa della chiesa da 24 anni. «Per fortuna qui non abbiamo cose di grande valore, tutte le chiese di Civitanova sono piuttosto giovani. Per quanto riguarda il furto di oggetti liturgici, non saprei dire se avvenga o meno per le messe nere. So che il fenomeno esiste. Ma potrebbe anche trattarsi di nuove filosofie dove in qualche modo si vende l’anima al diavolo o di culti gotici, piuttosto che di satanismo vero e proprio».

E a San Pietro, in unità pastorale con Cristo Re, «ci sono stati parecchi episodi di furto – continua Petrelli –, specialmente notturni. Hanno manomesso la maniglia esterna. Per quanto riguarda i soldi delle offerte, ad esempio, non si possono lasciare in giro. Facciamo accumulare massimo quelli di una settimana, poi li mettiamo via, altrimenti spariscono. Ci siamo attrezzati con una piccola cassaforte. Anni fa, poi, hanno rubato i timbri, che servono per fare certificati di battesimo e cresima, ma anche per le dichiarazioni di povertà. Con quel timbro, si può dunque avere un’attestazione di indigenza. Abbiamo denunciato il tutto e rifatto i timbri in diverso formato. Ormai abbiamo preso diverse precauzioni, abbiamo anche la vigilanza notturna».

Non sono gli unici a essersi preparati al peggio. «Teniamo sempre chiuso a chiave – racconta don Giovanni, parroco di San Marone –, ci sono stati parecchi episodi, fino a poco tempo fa, opera probabilmente di qualche maniaco. Sono spariti i porta candele, le teche per le ostie, per fortuna vuote, e periodicamente rubavano le bottiglie di vino. Sono stati rubati, poi, soldi dall’interno di una borsa, e due computer portatili e un cellulare. Forse erano dei drogati che hanno cercato di rivenderli». «Abbiamo un sistema di sicurezza – spiega Don Massimo, parroco di San Carlo –. Mesi fa, hanno rotto una porta e un armadio, sono entrati in cerca di qualcosa ma non hanno portato via nulla. Poi, scassinavano le cassette con i soldi delle offerte. Comunque a pranzo teniamo sempre la chiesa chiusa, di questi tempi è meglio così. Per fortuna, poi, la nostra parrocchia è recente e non c’è nulla di valore».



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