Chiude la Bottega dello scolaro. "Corso ko per i centri commerciali"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova, 4 novembre 2015 – L’era digitale e quella dei centri commerciali fanno un’altra vittima eccellente: «La Bottega dello scolaro», cartolibreria per eccellenza. Il 31 gennaio chiuderà definitivamente i battenti, è un altro pezzo di storia che se ne va. La città era poco più di un borgo quando venne aperta. Il fascismo aveva da poco scalzato una democrazia traballante e l’assassinio di Giacomo Matteotti dava avvio a un ventennio di lotte e sofferenza. Era il 1924. Nello stesso anno Giuseppe Giardini aprì in corso Vittorio Emanuele la «Bottega dello Scolaro».

Un’avventura in tempi in cui a tutto si pensava meno che a libri e quaderni, ma anche un segno di fiducia in un futuro che allora veniva annunciato di rinascita. In quel modesto negozio si vendeva di tutto, anche lamette e lampadine, statuine per presepi, qualche libro, quaderni e pennini. Nel 1942, su atto firmato dall’allora commissario prefettizio conte Francesco Sabatucci, a Giuseppe subentra il figlio Nazzareno che dieci anni dopo trasferisce il negozio in corso Umberto. Sessantatré anni fa, quando una ritrovata democrazia ridava fiato agli entusiasmi e la città cominciava a crescere anche sotto il profilo economico e sociale. Nel 1978, il mitico Nazzareno decide di godersi una vecchiaia senza pensieri e lascia tutto al figlio Federico. A lui, nel 2007, subentrano le figlie Helvia, Giulia ed Elena.

Oggi la svolta quasi a sorpresa visibile sulla vetrina dove campeggia la scritta: «Liquidazione totale! Sconti dal 15 al 50 per cento». «Con la morte nel cuore abbiamo preso questa decisione», concordano le sorelle Giardini. «Con internet e l’era del libro digitale, sostenere la concorrenza è impossibile. E poi mettiamoci i centri commerciali che hanno trasferito il movimento in periferia. Prima il corso era punto di ritrovo per tutti, la gente passeggiava, sbirciava, si incuriosiva e, magari, acquistava. Oggi il corso si è spostato alla galleria del Cuore Adriatico. Il movimento al centro è dimezzato e la situazione è diventata insostenibile». C’è rimpianto nelle loro parole, ma anche tanta concretezza. «Tutto cambia – aggiungono – e anche l’approccio è oggi diverso. La Bottega è come una casa e i clienti ne sono i componenti. Qui c’è il contatto diretto, si parla, ci si confronta, si scambiano opinioni e questo ci mancherà. In un centro commerciale, tu guardi, scegli, compri, paghi e te ne vai. Sei un numero, è diverso». E siccome la Bottega è una grande famiglia, Helvia, Giulia ed Elena lanciano attraverso il Carlino il loro saluto: «Grazie a tutti per la fiducia e l’amicizia che ci avete dato».

 

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