"Ci deve 3mila euro". Ma l’85enne non ci cade

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 17 gennaio 2015 - CI HANNO provato con molta convinzione. Pensavano che fosse una passeggiata truffare una pensionata di 85 anni con la storia dell’incidente al figlio. Succede questo: l’altro ieri, una signora che vive sola in centro a Pesaro riceve alle 9 di mattina una telefonata al suo telefono di casa da parte di un presunto assicuratore che le dice: «Suo figlio ha avuto un incidente, e non aveva l’assicurazione. Adesso è in caserma dai carabinieri e poi…clic». La chiamata si interrompe.
NEL GIRO di qualche secondo arriva una seconda chiamata. E’ un «avvocato» che le dice di chiamare un numero per parlare con suo figlio. La pensionata chiama quel numero e le risponde un presunto carabiniere che le dice di non poterle passare il figlio perché impegnato col verbale. Ancora un clic. Subito dopo, ecco un’altra chiamata a casa della donna. Questa volta è un presunto avvocato che dice all’85enne di preparare «un assegno di 3000 euro per pagare i danni e far uscire il figlio dalla caserma». La donna abbozza, ma ragiona di suo. E capisce che la storia non la convince affatto. Così cerca la sua agenda e chiama la figlia raccontandole tutto quello che le sta succedendo. E ovviamente la figlia capisce subito che la madre è stata contattata da una banda di truffatori. Chiama anche il fratello, ossia colui che in teoria avrebbe avuto l’incidente poco prima. Invece era al lavoro e all’oscuro di tutto. Insieme contattano i carabinieri per denunciare l’accaduto e per poi presentare la querela contro le persone che hanno tentato di truffare l’anziana donna. La quale ha potuto raccontare ai carabinieri di non aver creduto a quelli che le hanno telefonato perché c’erano troppe cose che non andavano. E poi sapeva che il figlio non sarebbe mai rimasto senza assicurazione e che comunque l’avrebbe chiamata in caso di contrattempi. I carabinieri stanno cercando di risalire ai responsabili di questa tentata truffa attraverso i numeri di telefonini usati. 
A DIFFERENZA di tante altre volte, la vittima predestinata benché si trovasse da sola a dover affrontare una «notizia» comunque preoccupante (il presunto incidente occorso al figlio), non si è lasciata andare ed ha continuato a mantere la freddezza per chiamare la figlia e chiedere a lei come ci si doveva comportare. Il modo giusto per sgusciare via dai tentacoli di truffatori senza scrupoli. 

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