Ciclista morto, la nipote in chiesa: "Gli eroi esistono"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fano (Pesaro e Urbino) 24 marzo 2016 – La chiesa di Santa Maria Goretti a Sant’Orso ha contenuto a fatica il mare di gente che vi si è riversato questo pomeriggio per dare l’ultimo saluto a Filippo Palazzi, il ciclista 44enne morto domenica mattina durante una gara a Savignano sul Rubicone.

Seduti in prima fila accanto alla mamma Carla, il papà Bernardino, la moglie Nora, il figlio Alex, il fratello Michele, la cognata Giuseppina c’era la seconda famiglia di Filippo: i compagni di bicicletta. Quello sport che tanto amava e che l’ha tradito in una domenica di gara tanto attesa.

Gli amici della Servigomme Cycling si riconoscevano dalla maglietta gialla e nera che avevano indosso in segno di omaggio all’amico di tante avventure. In chiesa spiccavano come evidenziatori a sottolineare ancora di più la vicinanza di tutto il gruppo e di un’intera comunità al dolore della famiglia. Come ha sottolineato anche don Giorgio Giovanelli nella sua omelia: “Vogliamo stringerci come famiglia alla famiglia di Filippo. Perché questo dolore è di tutti e come comunità ci prendiamo l’impegno ad essere presenti per qualsiasi necessità”.

Più di 500 persone hanno ascoltato le parole di conforto di don Giorgio: “Sono tanti i perché a cui la nostra intelligenza da sola fatica a dare una risposta. Di fronte alla morte e alla sofferenza dell’uomo l’enigma si fa ancora più grande. Ma è la fede a venirci in aiuto. E noi crediamo che ‘le anime dei giusti sono nelle mani di Dio’… è quello che sta vivendo ora il nostro amatissimo Filippo. Il dramma della nostra società è che ciò che è invisibile viene considerato assurdo. Ma la vita non finisce quando il coperchio della bara si chiude. Noi qui ora non stiamo ricordando Filippo. Lui è qui, vive nella gioia eterna dei beati e sta pregando perché anche noi possiamo andare dove è lui. La morte non spezza il legame. Anzi… se Filippo faceva tanto in terra, quanto più farà ora che è in cielo e può infinitamente di più?”

Un dolore composto quello degli oltre 500 presenti che si è sciolto in lacrime alle commoventi parole pronunciate dalla nipote, al termine del rito funebre: “Non è vero che gli eroi non esistono – ha esordito la figlia del fratello Michele -. Eroi sono le persone normali che fanno fronte agli ostacoli della vita che sebbene piegate dal dolore non si spezzano”. Una parola di conforto per ogni membro della famiglia e poi il riferimento alla vedova e al figlioletto di 11 anni: “Eroe è la moglie che vede crollare il mondo sotto i suoi piedi perché perde il compagno di una vita, ma trova le forze di una leonessa perché il figlio viva come un bimbo di 11 anni merita di vivere”. Ed è parlando del piccolo Alex e del suo dolore che la donna ha commosso tutti: “Nei suoi occhi e nei suoi gesti rivedremo te, zio Pippo. Tu da lassù aiutaci e proteggici tutti. Perché per un genitore è un terribile controsenso perderti, ma ci consola pensare che eri instancabile, pulito e onesto. Sei il nostro campione, zio Pippo”.

Leggi la notizia integrale su:

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Precedente Medioleasing,commissariata altri 2 mesi Successivo Migranti:300 da Italia per aiuto Idomeni