Ciclon, murales cancellato per errore: guarda le foto

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 20 novembre 2015 – «Robe da pazzi». Il murales dedicato a Ciclon (foto), personaggio tradizionale pesarese, realizzato dall’artista reggiano Simone Ferrarini sulla parete in via Massimi dell’ex manicomio San Benedetto sarebbe stato presentato in settimana dall’assessore Mila Della Dora e dal consigliere comunale Marco Perugini. Non lo sarà più.

«L’opera finita di realizzare lunedì sera – conferma l’assessore Mila Della Dora – è stata cancellata poche ore dopo, tanto che martedì pomeriggio già era scomparsa». Il primo pensiero dell’assessore è stato di scusarsi con l’artista Ferrarini. Il secondo è stato quello di «attivare la polizia municipale perché indagasse sull’accaduto – continua Della Dora –. Infatti riteniamo quanto avvenuto un danno per l’amministrazione. E’ nostro interesse appurare che cosa è successo ed eventualmente tutelarci legalmente».

Ma come è arrivato Ferrarini a dipingere un ritratto di Ciclon sulla parete del San Benedetto è presto spiegato. «Siamo stati contattati dall’artista – informa Della Dora –, autore di un progetto nazionale dal titolo …«Siam tutti matti»». Un nome centrato… «Il progetto è molto carino ed è stato realizzato in altre città d’Italia. In pratica l’artista ricerca storie di personaggi tradizionali, in particolare la figura del ‘matto’ del paese, per poi dedicargli un ritratto in uno spazio urbano. Ferrarini, ha proposto Ciclon, mentre l’amministrazione ha individuato il luogo. Per poter realizzare il murales l’amministrazione che da anni segue, tramite il consigliere comunale Marco Perugini, il progetto «Pesaro Urban graffiti» abbiamo collegato i due progetti. Con l’intenzione di dare risalto all’inaugurazione dell’opera avevavo previsto l’intervento del poeta Pagnini che avrebbe potuto spiegare la figura di Ciclon alle nuove generazioni di pesaresi. Purtroppo però non abbiamo fatto a tempo. Il murales non è durato 12 ore».

Parole di sgomento anche da Roberta Ridolfi, promotrice dell’opera: «Per averlo ci abbiamo lavorato due mesi con l’associazione Reperti Urbani, il Comune e l’Asur che ha dato il permesso per il muro. . A quanto pare il duo Regresso Arti ha «rivendicato» la cancellazione…..».

Francesco Cenerelli è il cofondatore e il vicepresidente di Regresso Arti, l’associazione culturale che in diverse occasioni è stata coinvolta dall’amministrazione comunale pesarese in attività di riqualificazione e decoro urbano.

Siete stati voi a cancellare il murales in via Massimi? «Purtroppo sì, ma non l’abbiamo fatto di testa nostra. A saperlo che era autorizzato non l’avremmo rimosso». Perché l’avete cancellato allora? «Perché c’è stato chiesto in seno all’attività predisposta dalla Protezione civile per martedì».

Cosa c’entra la protezione civile? «Dal 2005 l’amministrazione comunale ci coinvolge in azioni di rimozione di sporco e scritte, tantoché facciamo quanto richiesto come volontari di protezione civile. Martedì siamo stati inviati a pulire una scritta a Pontevecchio e un’altra al porto che deturpava il monumento della Mostra del Cinema. Dopo aver rimosso la scritta «Baia Flaminia soluzione finale: speculazione edilizia e cesso dei cani» abbiamo chiesto se dovevamo intervenire anche in via Massimi, dove in passato eravamo già intervenuti con azioni di pulitura. Per verificare che avessimo capito abbiamo telefonato spiegando le dimensioni e il soggetto. Avuta la conferma che si poteva cancellare, abbiamo proceduto».

SOLIDEA VITALI ROSATI

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle

Precedente Valentino Rossi, relax a tavola Da Uliassi con Cesare Cremonini: le foto Successivo Aggressione in strada, anziana salvata da un netturbino