Cinema Piceno sfrattato, cambiate anche le serrature

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli Piceno, 1 dicembre 2015 - L’ufficiale giudiziario del Tribunale di Ascoli ha dato esecuzione, ieri mattina, all’ordinanza di sfratto emessa dal giudice nei confronti della ‘Publiodeon Srl’. Il tutto nel rispetto di quanto stabilito dalla prima sentenza relativa alla vicenda del cinema Piceno e con la quale la diocesi di Ascoli ha ottenuto il provvedimento d’urgenza per il rilascio immediato dell’immobile di sua proprietà da parte della società di Paolo Ferretti. Sempre davanti all’ufficiale giudiziario, ieri mattina, sono state cambiate tutte le serrature delle porte di accesso alla multisala di largo Alessandro Manzoni.

«Considerato il fatto che siamo in attesa della sentenza relativa al mio ricorso – dice Ferretti – potevano aspettare, tanto è questione di massimo dieci giorni». Proprio venerdì, infatti, si è svolta l’udienza relativa al reclamo presentato dalla ‘Publiodeon Srl’, ma il collegio giudicante si è riservato di decidere facendo slittare il pronunciamento circa l’accoglimento o meno del reclamo stesso. «Praticamente – continua Ferretti – ora sono fuori e per riprendere tutte le mie cose dovrò avvisare il custode che dovrà aprirmi. Al momento sono riuscito a portare via solo alcune cartelle dall’ufficio e, precedentemente, due proiettori. Ma ci sono ancora tantissime cose. Sinceramente sono rimasto da questo comportamento perché avevo avuto assicurazioni, prima dell’udienza di venerdì, che la proprietà avrebbe atteso il risultato del reclamo prima di far intervenire per lo sfratto esecutivo l’ufficiale giudiziario».

Il reclamo al collegio presentato dalla ‘Publiodeon Srl’ – così come hanno spiegato i legali di Ferretti – è tutto incentrato sull’aspetto contrattuale. «Sul fatto – dicono gli avvocati – se quello stipulato tra la Diocesi e la Publiodoen sia un contratto di locazione d’azienda o di affitto di locale commerciale. Noi sostenuto la seconda cosa, loro la prima. Questo perché secondo noi la Curia non ha mai avuto un’azienda cinematografica, ma un cinema parrocchiale. Solo in seguito all’arrivo del mio cliente, che ci ha speso moltissimo, è diventata un’azienda. Allora questo comporterebbe che la disdetta del contratto fatta dalla Diocesi non è valida ma che anzi il contratto stesso, secondo quanto dispone in questo caso la legge, si intende prorogato per altri anni».

l.c.

Leggi la notizia integrale su:

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Precedente Natale, l’Ancona spenta plaude a Pesaro Successivo Aids, 15 nuovi casi