Cingalese piange dopo il sequestro, i bagnanti fanno la colletta per lui

Il Borghigiano Il Resto del Carlino
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Pesaro, 21 agosto 2014 – ORE 19, l’altra sera, Bagni Marevivo già Bagni Laura, elegante stabilimento balneare a pochi metri dalla Palla di Pomodoro. Sembra di assistere alla scena di un film: mentre i bagnanti prendono l’ultimo sole, un venditore cingalese inizia a correre per scappare da qualcosa o da qualcuno. Dopo pochi istanti, uno da destra e l’altro da sinistra, spuntano due poliziotti che placcano l’extracomunitario, perquisiscono lo zaino che tiene sulla spalla e gli sequestrano la merce. Una scena già vista giorni fa in viale Trieste, ma senza l’inseguimento all’americana.

A questo punto accade l’imponderabile: l’extracomunitario si accascia su uno sdraio, ammutolito, ma quando una signora si avvicina per accertarsi che stia bene scoppia in un pianto dirotto. «Di fronte a questo ragazzo disperato ci siamo commossi un po’ tutti — racconta Cristina Pergami, avvocato di Milano, che ha assistito alla scena —. Abbiamo pensato che aveva una famiglia e forse anche dei figli. Ma soprattutto, che poteva rischiare serie conseguenze per quello che era capitato. Allora è stato naturale fare una colletta con un po’ di soldi che forse gli avranno evitato una punizione. Oppure, come speriamo, lo hanno aiutato a ricomprare la merce».

Un gesto caritatevole che però c’entra poco con le priorità della lotta all’abusivismo, come tiene a precisare la stessa Pergami: «Chi non ha mai comprato merce da un vu’ cumprà, scagli la prima pietra — aggiunge —. Succede, però non va bene. Non va bene perchè se io domattina voglio aprire un negozio, finisco invischiato in mille pratiche burocratiche, mentre gli abusivi fanno ciò che vogliono. E allora, se vogliamo vivere in un paese per bene, certe cose non dovrebbero più accadere».

LO STESSO pensiero è condiviso da Andrea Ranocchi, gestore dello stabilimento, che però ne ha per tutti: «La gente si lamenta spesso degli extracomunitari, dice che non si vive più, che danno fastidio — spiega —.Solo quando interviene la forza pubblica è pronta a difenderli a spada tratta: un po’ di coerenza non guasterebbe». Sulle forze dell’ordine: «Giusta l’azione capillare di prevenzione e repressione del fenomeno — afferma polemico Ranocchi — ma fatta una-tantum serve a poco e, soprattutto, non colpisce i veri organizzatori del commercio abusivo. Così a rimetterci sono sempre i poveri diavoli che sono qui solo per sbarcare il lunario, non certo per arricchirsi con questa attività. Io ne conosco tanti e, a parte poche eccezioni, sono tutte persone miti e per bene». Insomma l’intenzione è buona, ma la soluzione è un’altra. E soprattutto, la scena da film in spiaggia non è piaciuta amolti bagnanti. Di qui l’idea di dare una mano al venditore che ha subito il sequestro.

si.spa.




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