"Cirene, Atene d’Africa" nell’ultimo racconto di Mario Luni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Fano (Pesaro e Urbino), 14 gennaio 2016 – La storia di Cirene e del suo territorio attraverso i secoli, raccontata dal compianto professor Mario Luni dell’Università di Urbino. Venerdì 15 gennaio alle 17:30 nella sala di rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano in via Montevecchio, si proietta per la prima volta il documentario “Cirene Atene d’Africa” per la regia di Giuseppe Dromedari, che racconta la missione archeologica italiana a Cirene svolta nel 2009 e 2010.

Un documentario di 39 minuti con un’intervista inedita a Luni, che esce postuma dal momento che il noto archeologo si è spento a 70 anni nell’estate del 2014. Un lavoro durato un lustro, quello di Dromedari, esperto di ricostruzioni 3D interattive di contesti archeologici, che questa volta fa rivivere l’antica Κυρήνη Kyrēnē (Cirene) città fondata intorno al 630 a.C. dai dori (greci) che provenivano da Tera (l’odierna Santorini) là dove ora i confini identificano lo stato libico. Cirene è stata un’importante colonia greca e poi romana del Mediterraneo, che si trovava vicino all’odierna cittadina di Shahat, in Libia orientale, nel distretto di al-Jabal al-Akhdar. Nel 1982 l’Unesco ha riconosciuto il sito archeologico di Cirene Patrimonio dell’Umanità, un bene protetto… la scoperta è dovuta esclusivamente agli scavi italiani. Ed è questo che raccontano Dromedari e Luni nel documentario.

“E’ la storia di una civiltà – anticipa Dromedari – dalla Fondazione alla scomparsa della città che è stata riscoperta nell’800 dai viaggiatori e riportata alla luce dagli scavi italiani iniziati nel 1911 e arrivati fino ai giorni nostri… ora interrotti a causa della guerra. Oltre all’intervista a Luni, con il quale sono partito per la sua seconda missione archeologica a Cirene, il documentario mostra cose particolari come le aprosope, ovvero le donne senza volto (da aprosopìa, nel linguaggio medico: anomalia fetale consistente nel mancato sviluppo della porzione superiore della faccia, ndr) ma anche i personaggi (dal primo governatore Aristotele Batto a tutti i suoi discendenti) e le varie battaglie che vi si combatterono> dalla prima colonizzazione che si rese necessaria a causa del responso dell’oracolo di Delfi che impose ai terei di fondare una colonia in Libia… fino ad arrivare alle incursioni barbariche della tarda antichità classica che accelerarono il declino della città, di cui il vescovo Sinesio di Cirene ci ha lasciato testimonianza nella lettere scritte nel periodo a cavallo del 410 quando la città fu definitivamente abbandonata ai nomadi laguatani e non fu più riconquistata dall’impero romano. “Per la ricostruzione delle battaglie – conclude Dromedari – mi sono avvalso della collaborazione dei due gruppi (fanesi, ndr) di rievocazione storica Colonia Julia Fanestris e Simmachia Ellenon e gli altri gruppi che hanno partecipato all’ultima Battaglia del Metauro a Sterpeti”.

Dopo i saluti del presidente della Fondazione Carifano Fabio Tombari interverranno Valeria Purcaro e Oscar Mei docenti dell’Università degli Studi di Urbino e Alberto Berardi vice presidente della Fondazione Carifano. L’ingresso è gratuito.

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