Città senza vigili, la metà è in ferie

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 21 agosto 2015 – Quaranta vigili in ferie su un totale di 82 appartenenti al corpo di polizia municipale. Poi due in malattia, tre in maternità, uno infortunato. Senza contare chi usufruisce di permessi sindacali e delle agevolazioni della legge 104. Questo è lo specchio attuale del comando di Ancona. I vigili dorici sono in assoluta emergenza.

Ma i numeri, seppur eloquenti, non rendono bene l’idea della situazione. Il giorno di Ferragosto ad Ancona, capoluogo di regione, erano in servizio esterno (cioè in mezzo alla strada) appena quindici vigili. Il giorno di Ferragosto, ovvero quando la maggior parte delle persone affolla come consuetudine le spiagge e dunque la presenza dei vigili urbani è fondamentale. C’era una pattuglia al mattino e una il pomeriggio.

Alle 20 si chiude, tutti a casa: i vigili urbani non effettuano servizio serale. Non possono: non hanno numeri a sufficienza, non sono armati (a differenza di tante altre città anche più piccole e meno importanti di Ancona), non hanno mezzi e risorse che il Comune non vuole sganciare (nessun incentivo, né premi di produzione).

Il fatto di dover interrompere il servizio alle otto di sera, comporta un’infinità di lamentele alla centrale operativa.

I cittadini chiamano per qualsiasi cosa: auto in divieto, davanti ai passi carrai, incidenti, rumori molesti, feste chiassone all’una di notte. E i vigili sono costretti ad alzare le mani e a prendersi gli insulti della gente. Così sono costretti a girare le segnalazioni a polizia, carabinieri e guardia di finanza. Può un agente di polizia far rispettare che un’auto non ostruisca un passo carraio, togliendo tempo e risorse alla sua delicata attività? Certo che no. Eppure è quello che succede veramente nel capoluogo. Come se non bastasse, in un Corpo così ridotto all’osso, arrivano indicazioni precise dal Comune di far cassa con le multe. Non a caso sono aumentate sensibilmente le contravvenzioni, comminate anche grazie agli autovelox e ai telelaser implacabili. Forse a palazzo del Popolo sarebbe il caso di riflettere bene su questo paradosso. Prima che sia troppo tardi.

a.mas.

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