Civitanova diventa la capitale della danza dei bambini

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova, 19 giugno 2015 – Civitanova sempre più casa della danza. Il coreografo Michele Di Stefano è in residenza da alcuni giorni al teatro Annibal Caro con sette bambini, sei femmine e un maschio di Civitanova e comuni limitrofi, per preparare – nell’ambito di Civitanova Casa della Danza promosso da Comune, Teatri di Civitanova e Amat – il prestigioso debutto sabato 27 giugno alla Biennale di Venezia (Teatro alle Tese) di Occhio di Bue. In scena sette bambini marchigiani che si troveranno a esibirsi in uno dei palcoscenici più importanti a livello europeo, quello appunto della Biennale di Venezia. Questi i piccoli artisti in partenza il 26 giugno per la città lagunare: Serena Boccaccini, Nicole Cafarella, Riccardo Marcatili e Alice Saccuti di Civitanova Marche, Daria Del Moro e Elisabetta Poeta di Sant’Elpidio a Mare e Sofia La Pietra di Monte Urano.

Occhio di bue è realizzato nell’ambito di Vita Nova progetto di formazione della Biennale di Venezia (Biennale College – Danza) in collaborazione con Amat e Civitanova Danza per la creazione di un repertorio di danza contemporanea rivolto a giovani danzatori di età compresa tra i 10 e i 15 anni. Vita Nova rappresenta un’ulteriore conferma al valore del lavoro di Amat e Civitanova Danza. Il direttore Virgilio Sieni ha infatti individuato in questi soggetti partners qualificati per realizzare questo prestigioso progetto nell’ambito del territorio nazionale.

«Generalmente quando lavoro a una coreografia – afferma il coreografo Michele Di Stefano – divento sensibile al tempo dell’esitazione che circonda ogni azione e dinamica. Di solito cambio velocemente idea ma è comunque questo impiego del tempo a informare la qualità del corpo nell’azione. C’è qualcosa nel corpo di un danzatore che gli permette di generare in continuazione nell’atto una capacita di decisione di fronte al pericolo che viene saggiata incessantemente e che permette a noi di continuare a guardarlo mentre macina metri e metri di fuga. Metri e metri di fuga. La coreografia sembra una scena di caccia, una scrittura rupestre, azione sempre iscritta tra l’attacco e la fuga». Per informazioni www.labiennale.org.



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