Commercio, al via i saldi anticipati. "L’abbigliamento cerca la riscossa"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 3 gennaio 2015 – Eppure qualcosa si muove. Seppur a rilento, con piccoli cenni non spalmati sull’intero anno, il mercato degli acquisti riprende un po’ campo. Patisce ancora il settore dell’abbigliamento che da oggi spera in una prima settimana di saldi veloce, il settore dell’agroalimentare è quello che si mostra ancora una volta vincente. Gioco forza lo fa il regalo utile perché questi non sono tempi per spendere soldi inutilmente o in regali che prima o poi finiscono in garage. Anche in questo Natale non è mancato, per chi se lo poteva permettere, il regalo importante.

E s la capatina in gioielleria fino a un decennio fa era un must, oggi è appunto legata a questa festività o a qualche ricorrenza. Per altri tipi di sfizi ci si affida alla fusione del vecchio oro per l’acquisto di un modello più moderno e attuale. Il polso della situazione, anche se ancora di dati ufficiali non ce ne sono, ce l’ha Francesco Cinti, presidente della delegazione di Ancona della Confcommercio.

«Settori come l’agroalimentare e il tecnologico – spiega il presidente cittadino – hanno tenuto sui livelli dello scorso anno. Almeno questo è il sentore che ha abbiamo avuto e al momento è anche il dato più confortante. Il Natale è partito molto tardi, addirittura dopo il 16», come se molti hanno aspettato di far quadrare i loro conti con il fisco e dedicare solo il rimanente a qualche pensiero per i propri cari. E’ scesa anche di molto la cifra media che viene destinata a ogni regalo.

«Ormai da tempo – conferma Cinti – si spendono cifre meno importanti». Gli acquisti nel settore dell’abbigliamento sono stati tenuti da parte. «Soprattutto i capispalla – dice il presidente dorico della Confcommercio –. Siamo però fiduciosi che i saldi partiranno nel migliore dei modi: la merce è presente e soprattutto la prima settimana è quella che conta visto che tutte le taglie, anche quelle che vanno per la maggiore, sono disponibili».

Rimanendo sui test fatti a voce «ci sono comparti come il turismo – conclude – che non sono poi stati così negativi. Anche se la lettura di questi dati – conclude – non può essere staccata da una riflessione più complessiva sul cambio di abitudini: si spende meno, si compra il necessario e si sta molto attenti al prezzo».



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