Concorsone all’Asur, 60 assunzioni. Ma al Piceno solo briciole

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Ascoli, 6 gennaio 2016 – Prima per gli infermieri, ora per gli operatori socio-sanitari. Ma la ripartizione tra le Aree Vaste dell’Asur Marche non cambia. Con le ex Zone territoriali 12 e 13 costrette ad accontentarsi delle briciole.

Il maxi concorso pubblico unificato per la copertura a tempo indeterminato di sessanta posti di operatore socio-sanitario (che segue di qualche mese quello per 82 posti di collaboratore professionale sanitario, infermiere categoria D), il cui bando è stato pubblicato due giorni prima della fine dell’anno e la scadenza è stata stabilita per il 28 gennaio prossimo, suddivide così la destinazione dei posti: dei 60, 58 saranno per l’Area Vasta 2 (ospedali di Senigallia, Jesi, Fabriano ed Ancona) e 2 per l’Area Vasta 5 (ospedali di Ascoli e San Benedetto). Decisamente troppo pochi per due nosocomi, quelli del Piceno, sotto organico ormai da anni.

«di operatori socio sanitari – dice Tiziana Traini, rappresentante Nursind in Rsu – c’è sicuramente bisogno, così come di infermieri, nei due ospedali dell’Area Vasta 5. Negli anni la maggior parte dei precari non sono stati stabilizzati a causa di un politica orientata sempre al ribasso».

E ancora, il bando del concorso per operatori socio-sanitari stabilisce che il 30% dei posti disponibili è riservato ai volontari delle forze armate congedati senza demerito, il 50% al personale che alla data del 30 ottobre 2013 abbia maturato negli ultimi 5 anni almeno 3 anni di servizio, anche non continuativo, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, anche in altri enti del ‘Servizio sanitario Regione Marche’ e, il 20% al personale in servizio a tempo indeterminato all’Area Vasta 2 e all’Area Vasta 5. Requisito specifico per poter accedere alla selezione, naturalmente, è l’attestato di qualifica di operatore socio-sanitario.

Due le prove d’esame: una pratica che prevede l’esecuzione e la dimostrazione di conoscenze di tecniche specifiche connesse alla qualificazione professionale richiesta, e una orale che consiste in un colloquio sulle materie oggetto della prova pratica. Non è esclusa, comunque, una prova pre-selettiva: in considerazione del numero delle domande di partecipazione che perverranno per il concorso, l’Area Vasta 2 si riserva infatti la facoltà di far precedere le prove d’esame da un questionario a risposta multipla su argomenti relativi alle materie del profilo professionale messo a concorso.

Intanto, la Rsu dell’Area Vasta 5 dovrebbe tornare presto a riunirsi per discutere la determina dell’Azienda sanitaria unica regionale sulla base della quale tutte le contrattazioni decentrate dovranno svolgersi in Asur. Cosa che di fatto va a depotenziare le Rsu delle singole Aree Vaste.

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