Confart, niente tasse e contributi. Sotto inchiesta venti dirigenti

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 16 settembre 2015 – Sono spariti 20 milioni di euro. E ora gli ex dirigenti di Confart e Confartigiano di Pesaro rispondono di bancarotta.

La procura della Repubblica di Pesaro ha appena chiuso l’inchiesta su dieci anni di gestione da montagne russe di una delle due principali associazioni di artigiani arrivata ad avere oltre 90 dipendenti e 3.000 soci.

Come è affondata? Con un comportamento da mercatino rionale: negli ultimi 11 anni, la dirigenza non ha più pagato le tasse.

Né Irpef, né Iva, né contributi previdenziali né Tfr. Zero.

I soldi che incassavano hanno seguito molti rivoli che probabilmente nei giorni seguenti verranno resi noti dagli inquirenti con sorprendenti scoperte, ma nel frattempo è certo che buona parte di quei venti milioni sono stati impiegati per mantenere l’elefantiaca organizzazione degna di un’azienda manifatturiera di medie o grandi dimensioni.

Stipendi alti ai dirigenti, assunzioni mentre la barca affondava, casi di nepotismo, insomma alla Confart non si sono fatti mancare niente.

Ma c’era il trucco. La dirigenza degli ultimi vent’anni ha pensato bene di fare a meno del collegio sindacale.

Insomma, nessun commercialista esterno metteva becco nei conti semplicemente perché nessuno l’aveva chiamato a farlo. Un sistema semplice e scaltro ma che ha portato ad un buco da 20 milioni.

Il creditore principale è lo Stato, che non ha ricevuto tasse e versamenti e che ora deve far fronte anche al Tfr dei dipendenti perché la Confart non l’ha accantonato.

Dice il curatore fallimentare dottor Lorenzo Ceccolini: «Ci siamo accorti che di fronte alle perdite ingenti della Confart, la dirigenza non è ricorsa agli strumenti e ammortizzatori sociali tipici per casi del genere ma ha interrotto del tutto il pagamento del dovuto allo Stato. E questo ha comportato un finale scontato. Una politica aziendale incomprensibile».

«Per fortuna, il lavoro di ricostruzione dei conti – conclude – è stato fatto di pari passo a quello di ricerca di un partner che potesse riprendere in mano l’attività. E questa ricerca ha avuto successo. Oggi c’è una nuova società che ha preso il ramo d’azienda di Confart, ha investito molto, sta formando e motivando il personale, ha riconquistato clienti e fiducia. Credo che si possa essere più che fiduciosi per il futuro e per tante famiglie».

di ro. da.

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