Confindustria, Squinzi: “Nelle Marche il dramma lavoro è pesante”

IL BORGHIGIANO 2013

Il presidente ha preso parte all’assemblea degli industriali di Pesaro Urbino: “Qui ci sono fabbriche che chiudono tutti i giorni”. Pagliano: “Su Banca Marche servono soluzioni immediate”

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria (foto Imagoeconomica)

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria (foto Imagoeconomica)
IL RESTO DEL CARLINO

Pesaro, 30 settembre 2013 – “Noi per principio non siamo favorevoli ad andare sulle piazze, specialmente in una situazione come questa”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a margine della sua partecipazione all’assemblea degli industriali di Pesaro-Urbino, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla possibile presa di posizione dei sindacati contro la crisi di governo.

“Invece, ci batteremo con tutte le nostre forze – ha aggiunto – e nelle sedi competenti, perche’ ci sia un’attenzione vera da parte di tutta la politica ai problemi dell’economia reale”. Secondo il numero uno di viale dell’Astronomia, “stiamo vivendo una situazione drammatica”. Facendo un riferimento diretto alle Marche, Squinzi ha quindi detto che “questa regione e’ direttamente coinvolta in maniera piuttosto pesante, ci sono fabbriche che chiudono tutti i giorni e posti di lavoro che si distruggono continuamente”. “Servono interventi forti”, ha concluso.

“Sollecito tutte le parti in causa coinvolte, e la Banca d’Italia innanzi tutto, ad adottare nell’immediato, soluzioni che diano la possibilita’ di avere il credito necessario per le nostre imprese”. Cosi’ il presidente di Confindustria Pesaro, Claudio Pagliano, in un passaggio della sua relazione all’assemblea pubblica dell’associazione, che si sta svolgendo al teatro Rossini. Affrontando il tema del credit crunch, Pagliano ha detto che “in questo momento il ricorso al credito, gia’ difficile, e’ peggiorato per le note vicende di Banca Marche” e che la mancanza di disponibilita’ di credito porta a “perdere aziende, che invece potrebbero essere salvate”. “I danni economici e sociali rischiano di essere molto pesanti, per cui e’ necessario fare presto”.

(Fonte Agi)

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