Coniugi si tolgono la vita. Dopo la notizia suicida anche il fratello della donna

FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Il biglietto: “Scusaci per quello che abbiamo fatto”

Romeo Dionisi e Anna Maria Sopranzi, disoccupato di 63 anni lui e pensionata di 68 lei, si sono impiccati. A trovare i corpi i vicini di casa. Gli amici: “Non si erano mai rivolti ai servizi sociali , lui si vergognava anche di chiedere un euro”. Il fratello della donna, Giuseppe Sopranzi, si è gettato al porto

di Lorena Cellini

Una donna disperata

Civitanova, 5 aprile 2013 – Marito e moglie si sono tolti la vita a Civitanova Marche a causa di problemi economici. I coniugi, Romeo Dionisi 63 anni e Anna Maria Sopranzi di 68 anni, si sono impiccati. Appresa la notizia si è tolto la vita gettandosi al porto anche il fratello della donna, Giuseppe Sopranzi, 73 anni. A trovare i corpi dei due coniugi nel garage del loro appartamento in via Calatafimi, sono stati i vicini di casa, che hanno subito avvisato i carabinieri. “Scusaci per quello che abbiamo fatto”, queste le parole scritte su un biglietto lasciato sull’auto di una vicina di casa amica di Anna Maria. In fondo al messaggio, il cellulare della sorella della donna. Romeo Dionisi, muratore artigiano, era al momento disoccupato: aveva lavorato fino a settembre in una ditta edile di Napoli; dopo la chiusura dell’azienda, non aveva più percepito lo stipendio. La moglie, ex artigiana, aveva una modestissima pensione. La coppia, senza figli, aveva due mutui sulle spalle più i contributi che l’uomo, lavorando con la partita Iva, doveva pagare. Sembra non avessero neppure i soldi per pagare l’affitto. “Non si erano mai rivolti ai servizi sociali – spiegano alcuni amici -, lui si vergognava anche di chiedere un euro”. Aiuti finanziari arrivavano però sia dai vicini di casa che dagli amici. Secondo gli investigatori non vi sono dubbi che si sia trattato di un doppio suicidio, e che la cause vanno ricercate nelle precarie condizioni economiche della coppia. I sanitari del 118, intervenuti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Lorena Cellini
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