"Controlli finti su una barca". Sotto processo tre ufficiali della Capitaneria

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche (Macerata), 16 ottobre 2015 – Un pass per il porto alla moglie di un amico e una verifica non fatta mettono nei guai tre ufficiali della Capitaneria di porto, che a gennaio saranno processati con l’accusa per tutti di falso, e solo per uno anche di abuso d’ufficio. Sono stati infatti rinviati a giudizio Michele Palermo, residente a Civitanova, titolare della delegazione di spiaggia di Porto Recanati all’epoca dei fatti, Cristoforo De Giuseppe, residente a Senigallia, primo maresciallo comandante della delegazione di spiaggia di Porto Recanati, e Manuel Proto, residente a Senigallia, sottocapo in servizio all’Ufficio marittimo di Civitanova per i servizi della delegazione di spiaggia di Porto Recanati. Le vicende sarebbero avvenute il falso nell’ottobre del 2012, l’abuso d’ufficio poco più di un anno fa.

A far partire gli accertamenti furono alcuni esposti, secondo i quali i tre ufficiali avrebbero documentato su un atto ufficiale di aver eseguito un controllo di polizia marittima e amministrativa sulla motobarca «Valeria», ormeggiata a Porto Recanati, per consentirne poi la modifica della destinazione d’uso, dalla pesca al traffico, e l’adeguamento della potenza del motore. Ma secondo l’accusa, questo controllo non sarebbe mai stato fatto, dunque l’atto sarebbe un falso. Solo a Palermo invece viene contestato anche il reato di abuso d’ufficio, per aver concesso alla moglie di un amico il pass per parcheggiare nell’area portuale di Civitanova.

Su questi esposti hanno condotto le indagini il Nucleo centrale di polizia giudiziaria della Guardia costiera e l’aliquota in servizio in procura, coordinati dal sostituto procuratore Cristina Polenzani, che aveva disposto anche numerose intercettazioni telefoniche. Ora il giudice Enrico Zampetti ha fissato il processo. Gli imputati – difesi dagli avvocati Stefano Chiodini, Giovanni De Benedittis e Aldo Cingolani – respingono le accuse: la verifica sulla barca sarebbe stata solo una formalità, quanto al pass, la beneficiaria avrebbe avuto il diritto di ottenerlo al di là dei rapporti di amicizia. Ma ora le vicende saranno esaminate dai giudici.

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