Coppa Davis, gli svizzeri: Noi sfavoriti ma attenzione

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Pesaro, 1 marzo 2016 - L’unico felice di giocare sulla terra rossa fra gli svizzeri è Laaksonen, che infatti proprio svizzero non è: durante la conferenza stampa di presentazione di questa prima tappa di Coppa Davis, è stato il solo a parlare in inglese, perché non sa una parola di francese né di tedesco. Nato in Filandia, ha deciso di sfruttare il doppio passaporto, trasferendosi nel paese di suo padre, un ex tennista, tale Sandro Della Piana.
«Mi piacciono i campi più lenti, ho sempre amato la terra rossa» ha detto Henri. Ma non sapendo ancora chi affronterà, non s’è sbilanciato: «Chi preferisco? Questo non si dice» ha mormorato con un sorrisetto che la dice lunga sulla sua voglia di confezionare la sorpresa, nonostante sia n.174 dell’Apt. Più quotato Marco Chiudinelli (n.146), ma ormai verso la fine della carriera, compirà 35 anni a settembre: «Invece lo sanno tutti che io amo giocare sul veloce – ammette – ma in Coppa Davis decidono i padroni di casa, perciò ci adeguiamo». Il resto dell’ospitalità, invece, è stata particolarmente apprezzata: «Il palasport è bellissimo, un piacere allenarsi qui e l’hotel dove alloggiamo è fantastico, affacciato sul mare, manca solo un po’ di sole…» sorride Adrian Bossel, che insieme al 19enne Antoine Bellier («un onore essere qui a rappresentare il mio paese») non ha chance di scendere in campo, a meno che si arrivi a domenica con una situazione già definita. «L’Italia è la favorita – ammette il capitano, Severin Luthi – ma noi siamo qui senza pressione, pronti a dare il massimo. Vediamo come va la prima giornata, se facciamo bene magari qualcosa cambia». Meglio non dare per scontato il risultato, allora.

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