Coppie di fatto, via libera anche per gli omosessuali

IL BORGHIGIANO 2013

Il convivente avrà tutti i diritti di un parente prossimo, oggi l’ok in consiglio.

di SARA FERRERI
— JESI —
REGISTRO delle unioni civili, anche tra omosessuali: oggi il via libera del Consiglio e, entro 60 giorni, si potrà essere riconosciuti come coppia di fatto dal Comune di Jesi. A patto che ci sia una convivenza, tra due persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, di almeno 18 mesi alle spalle. Se entrambi i soggetti sono residenti nel Comune di Jesi, basterà avviare il procedimento per le «pubblicazioni», come unica spesa la marca da bollo (da 16 euro). L’anagrafe rilascerà poi un’attestazione di costituzione di famiglia anagrafica basata su di un «vincolo di natura affettiva».

IL REGOLAMENTO è stato predisposto su stimolo del consigliere di maggioranza Marco D’Onofrio e poi studiato nella commissione consiliare presieduta da Andrea Torri, nonostante i malumori e il probabile voto contrario di alcuni esponenti di maggioranza. Sul tema il sindaco Massimo Bacci ha lasciato libertà di coscienza e alcuni consiglieri di maggioranza, in primis l’ex capogruppo Cesare Santinelli, voteranno contrario o si asterranno. Il Pd annuncia battaglia ma il registro dovrebbe incassare l’ok, seppur di misura, dell’aula. L’obiettivo del nuovo regolamento è quello di «promuovere condizioni di pari opportunità alle unioni di fatto, favorendone l’integrazione sociale e prevedendo forme di disagio o discriminazione fondate sull’orientamento sessuale. Il registro ha rilevanza esclusivamente amministrativa: dunque tutti i benefici riconosciuti da norme comunali alle coppie coniugate saranno riconosciuti anche agli iscritti come coppia di fatto. Dunque chi si iscriverà al registro sarà equiparato al «parente prossimo del soggetto con cui si è iscritto» ai fini della possibilità di assistenza. E a chi lo richiederà sarà rilasciato l’attestato di «Unione civile basata su vincolo affettivo», inteso come reciproca assistenza morale e materiale. «Uno degli effetti più importanti — sottolinea il consigliere delegato e avvocato Andrea Torri — è quello di equiparare il convivente al parente prossimo per l’assistenza, la casa, la sanità e i servizi sociali. Per fare un esempio, in caso di incidente stradale oggi si può impedire di far salire in ambulanza il convivente. O in ospedale possono rifiutarsi di informarlo sulle condizioni del paziente. Con questo nuovo registro che sarà operativo in 60 giorni, i conviventi da almeno 18 mesi, anche dello stesso sesso, potranno avere le agevolazioni e i benefici delle coppie sposate».

 

il Resto del Carlino

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