Corsa a ostacoli per finire la strada che collega l’Umbria alle Marche prima dell’esodo

Quadrilatero

IL BORGHIGIANO IL BLOG DI FABRIANO E DELLE MARCHE – di Emanuele Pieroni

Ad oggi c’è solo una data: 30 giugno 2016. Il resto, almeno per ora, sono tanti problemi. Più o meno piccoli, dipende dai punti di vista. Problemi da risolvere, appunto, entro il 30 giugno, giorno in cui si realizzerà il sogno di due regioni: le Marche e l’Umbria, finalmente collegate da un asse viario veloce. Il taglio del nastro della SS77, salvo colpi di scena, è ormai questione di poche settimane. Lo hanno stabilito Anas e Quadrilatero che, però, non hanno ancora ufficializzato la notizia. Il motivo? Non c’è un solo motivo, ma parecchi. Seppur di imminente soluzione.

In primo luogo c’è la verifica delle gallerie finite al centro di una inchiesta giudiziaria e che, a seguito di accertamenti, sono risultate realizzate in difformità rispetto al progetto. Va detto che non ci sono problemi di stabilità o pericoli, ma secondo chi ha effettuato i sondaggi è stato effettivamente utilizzato meno cemento rispetto a quello previsto per la copertura delle volte. Sono state fatte iniezioni per riempire i vuoti sopra la calotta, così da portarla allo spessore indicato nel progetto, ma l’Anas avrebbe richiesto ulteriori garanzie per quanto riguarda non la stabilità, ma il mantenimento delle opere. Ossia il non dover ricorrere a continue manutenzioni.

Sono state studiate diverse soluzioni e una di queste prevede, sulla base di studi effettuati con il georadar, di aumentare lo spessore nella parte inferiore della calotta, attraverso l’utilizzo di una speciale malta fibrorinforzata. Si procederà anche ad una serie di ancoraggi suppletivi della calotta allo spessore superiore. Il problema, però, (oltre l’inchiesta giudiziaria che sta andando avanti) è rappresentato dai tempi e il timore è che si possa sì inaugurare il 30 giugno, salvo poi procedere a chiusure parziali dei tratti stradali per gli interventi necessari.

Superata, almeno sulla carta, è invece la questione che riguarda più strettamente le Marche, ossia i rallentamenti dei lavori per la realizzazione del tratto della SS77 che collegherà l’uscita di Camerino/Pontelatrave a quella di Serravalle di Chienti. Qui il ricorso di un privato aveva di fatto paralizzato l’intero cantiere, ma i lavori sono ripresi e ci sono buone possibilità che si arrivi ai necessari collaudi entro la data prevista per l’inaugurazione della 77. Sempre restando in territorio marchigiano, problemi sono stati segnalati anche per quanto riguarda il manto del tratto che collega Serravalle di Chienti a Colfiorito. Qui la speciale copertura in cemento, che garantirebbe maggiore sicurezza agli automobilisti e minore inquinamento acustico, starebbe già presentando alcuni cedimenti, con piccoli dossi che sono in questi giorni sotto la lente dei tecnici.

Il tratto è attualmente chiuso in direzione nord, ma nei prossimi giorni si procederà all’apertura, con conseguente chiusura del tratto opposto. Al massimo entro lunedì. Gli studi effettuati avrebbero evidenziato un effettivo ritiro differenziato del manto fra le zone con ferri trasversali e non, creando una sorta di andamento ondulato. La ditta che ha realizzato i lavori avrebbe sostenuto che si tratta di assestamenti che rientrano nella così detta “tolleranza”, mentre Anas sosterrebbe il contrario. Probabilmente si procederà ad una fresatura, così da risolvere il piccolo “contenzioso” che è venuto a crearsi tra Strabag Austria e Anas.

Difficile, quindi, in uno scenario di questo genere, capire se quella del 30 giugno 2016 è una data credibile, anche a prescindere da eventuali decisioni della magistratura che, come la storia recente ha dimostrato, possono sempre trovarsi dietro l’angolo. O, visto l’argomento, dietro la prossima curva.

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