Cosmari sotto processo, Giampaoli: «Le accuse infangano 40 anni di attività»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 23 marzo 2015 – «Queste imputazioni vanno a infangare quarant’anni di carriera votati al rispetto delle norme e dedicati alla crescita del Cosmari e al miglioramento della gestione del ciclo integrato dei rifiuti pubblici di tutti i comuni maceratesi». Giuseppe Giampaoli, direttore del consorzio per la gestione dei rifiuti, torna così sul processo che lo vede imputato, assieme al presidente Daniele Sparvoli e all’ex presidente Fabio Eusebi, con l’accusa di traffco illecito di rifiuti in violazione del decreto legge del 2006 contro le ecomafie.

Giampaoli, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa durante la quale è stato affiancato dall’avvocato Vando Scheggia, che difende gli imputati assieme al collega Leonardo Filippucci,ha voluto incontrare i giornalisti per fornire una serie di spiegazioni inerenti la questione. Il direttore del Cosmari ha ribadito la propria assoluta tranquillità e fiducia nella giustizia seppur palesando una certa amarezza per accuse che considera del tutto infondate e fuori luogo. Riguardo alle accuse mosse a seguito di una perizia ordinata, dopo un esposto dovuto ai cattivi odori e risalente alle attività comprese tra gli anni 2008 e 2010, sia Giampaoli sia Scheggia hanno contestato i diversi capi di imputazione a partire dal traffico illecito di rifiuti. «Hanno illustrato – spiega una nota dell’ufficio stampa – l’infondatezza delle imputazioni con riferimento alla perizia che parla di quantitativi riferendosi solo alle autorizzazioni concesse per il trattamento dei soli rifiuti indifferenziati (Rsu), senza tener conto delle autorizzazioni per la raccolta e trattamento dei rifiuti organici e di quelli differenziati e della relativa impiantistica. Inoltre per l’imputazione del reato di smaltimento di rifiuti pericolosi è bene rilevare che si fa riferimento a una vicenda che in realtà ha interessato una attività artigianale di un comune socio che aveva smaltito impropriamente 15 lattine di spray, inserendole nel normale circuito di conferimento dei rifiuti indifferenziati». Questa fattispecie – è stato detto – era già stata interessata da uno specifico iter giudiziario. «Risulta palese, pertanto – hanno evidenziato il direttore Giampaoli e l’avvocato Scheggia, che non vi è stato alcun ingiusto profitto, a differenza di quanto ascritto dalla pubblica accusa. Infatti sia il direttore sia i due presidenti non hanno avuto alcun vantaggio economico-personale dall’eventuale smaltimento di quantità maggiori di rifiuti rispetto all’autorizzazione e anche qualora si fosse per assurdo verificato un surplus, sarebbe andato a vantaggio del territorio e della collettività tutta».

Per quanto riguarda la questione dell’ecotassa che il Cosmari avrebbe evaso, è stato precisato che tutto ciò non corrisponde a verità e che sono stati corrisposti alla Regione tutti i dovuti tributi. Infine per quanto riguarda le emissioni, le contro perizie che il Cosmari produrrà in giudizio, è stato evidenziato che dimostreranno l’inesattezza della perizia e delle analisi a sostengono della stessa.



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