Cremazione quasi impossibile con buona pace del testamento

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Fermo, 8 novembre 2014 – In tempo di crisi, anche la morte diventa un lusso. Non è uno scherzo allestire tutto l’occorrente per la sepoltura, un loculo costa in media 3 mila euro, un angolo di cimitero per una cappellina di famiglia ci vogliono anche 25 mila euro, per non parlare dei costi della bara e del servizio funebre. Ecco, allora, che sono sempre di più le famiglie che scelgono di cremare il caro estinto, con un costo che di solito non supera i 300 euro. Recenti indagini della Codacons hanno parlato di un aumento del 25% delle procedure di cremazione nella nostra regione, un nuova tendenza che pare diffusa in tutta Italia. Il problema si pone con la preziosa urna, se lo scomparso ha per esempio manifestato la volontà di disperdere le ceneri in mare, potrebbero esserci delle difficoltà a Fermo.

La materia è regolata da una normativa nazionale, ma ciascun comune ha la facoltà di regolare la situazione secondo il proprio territorio e le proprie esigenze. Porto San Giorgio ha un regolamento nuovo dal 2012, Fermo ce l’ha datato 1958-60, quando la cremazione non era una realtà diffusa e, dunque, non ci sono possibilità di manovra per chi sceglie di custodire il proprio caro nell’urna cineraria, dopo aver proceduto alla cremazione, che può essere eseguita a San Benedetto e se ne occupano di solito direttamente le agenzie di onoranze funebri.

Il problema per esempio si pone per chi volesse portare l’urna fuori dalla città di Fermo, non ci sono disposizioni in merito e non si sa come comportarsi, volendo seguire le regole. Una materia che compete in parte all’ufficio ambiente e in parte all’anagrafe, il regolamento tanto antiquato mette in difficoltà gli stessi impiegati alle prese con le esigenze di oggi e di istruzioni per l’uso non c’è traccia da nessuna parte, tantomeno sul sito del Comune.

Capitano spesso rischieste anche particolari da parte di familiari di persone che magari volevano disperdere le proprie ceneri in qualche luogo fermano caro al loro cuore, figli che si trasferiscono fuori città e vorrebbero portare con sé i resti dei cari genitori scomparsi, storie particolari che però sono nella vita delle persone e in una quotidianità in cui si fa i conti anche con questo. Dunque, si finisce per rinunciare o per far finta di niente, conservando l’urna come fosse un vaso qualsiasi e sponsandola in incognito senza dare troppo nell’occhio, per non rischiare una multa, per una situazione che secondo il Comune di Fermo può restare ferma agli anni ‘60.



 

Precedente Infarto al volante: si schianta contro un albero e muore Successivo Tremendo schianto sulla Cuprense, in due lottano tra la vita e la morte