Criminalità: procuratore all’attacco "Basta con le sentenze buoniste"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 21 dicembre 2014 – «DOBBIAMO smetterla con un atteggiamento buonista, che lascia credere che non ci siano conseguenze per chi commette i reati». Il procuratore capo Giovanni Giorgio analizza con preoccupazione la situazione della criminalità in provincia, e invita i colleghi della magistratura giudicante a fare attenzione: «Non si può dare sempre il minimo della pena. A distanza di poco tempo ci sono state due aggressioni in danno di esponenti delle forze dell’ordine, prima al carabiniere a Macerata e ora al poliziotto a Civitanova. Sono spie del degrado che ormai è evidente, e che non coinvolge solo Macerata: è un problema complessivamente italiano».

Cosa si può fare?

«Bisogna dare effettività e concretezza al concetto di legalità. Il che vuol dire che non si può dare il minimo della pena incondizionatamente a tutti. La pena deve essere proporzionata, sennò si arriva a un atteggiamento bonario, connesso alla mentalità diffusa nel Maceratese. Bonarietà e tolleranza sono valori positivi, ma se non sono usati in modo pertinente finiscono per dare la stura ad atteggiamenti di illegalità. La procura si sforza di fare le impugnazioni quando non è convinta delle scelte bonarie dei giudici, ma c’è da riflettere. Visto poi che spesso protagonisti di questi episodi sono non italiani, si può adottare anche l’espulsione. Comunque non si può dare sempre il minimo sindacale».

Vuole dire che le sentenze sono troppo miti?

«Il romeno che ha investito il carabiniere è stato condannato a un anno e nove mesi di reclusione, con la sospensione della pena. La procura aveva chiesto quattro anni: una pena più bassa mi sta bene, ma almeno il giudice poteva subordinare la condizionale al risarcimento del militare, per dimostrare l’effettività della legge penale. Quel carabiniere non avrà niente, e dovrà pagarsi l’avvocato».

C’è chi chiede di far venire l’esercito.

«Una cosa spropositata e inadeguata. Si tratta solo di usare al meglio le forze dell’ordine con adeguati coordinamenti, anche perché qui per fortuna c’è spirito di collaborazione. A gennaio incontrerò i vertici delle forze dell’ordine per fare il punto della situazione nel circondario, anche alla luce delle recenti inchieste che testimoniano la presenza di persone legate a contesti criminali allarmanti. Non deve esserci il panico, ma neanche la sottovalutazione, sennò si diffonde il convincimento che qui si possano commettere reati senza conseguenze».

Perché ritiene che solo qui ci sia un atteggiamento buonista? Non c’è un codice penale maceratese.

«Ma succede solo qui che dopo un mese un arrestato venga rimesso in libertà, con la motivazione che “ormai è passato tanto tempo”, a prescindere da quello che ha fatto. Non si possono concedere sempre le attenuanti: è stato fatto anche con l’imbianchino che ha travolto il carabiniere, ma perché? Non è un caso se tutti gli appelli della procura vengono accolti».

 



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