Da Arisa una secchiata per Antonio, malato di Sla

Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Staffolo (Ancona), 24 agosto 2014 – «Ciao Antonio, sono Arisa ti mando un bacione grande. Qui c’è una tua amica con la maglietta che dice ‘Non ho più voglia di morire’. Neanche tu Antonio, neanche tu. Forza Antonio». Dal backstage di Staffolo dove è approdata come ospite d’onore della Festa del Verdicchio, la cantante amata dai giovani ha voluto lanciare un doppio messaggio nel paese di Antonio Brocani, il cuoco malato di Sla che combatte per l’infusione di cellule staminali.

Ha 53 anni, fino al 2011 lavorava senza sosta. Poi da un piccolo dolore alla spalla una diagnosi inimmaginabile: la sclerosi laterale amiotrofica. Subito dopo il coma, un tracollo repentino e doloroso, non solo per lui. Eppure da quel momento familiari, amici e i tanti clienti del ristorante «La grotta del Frate», conosciuta un po’ in tutta la regione, hanno creato una rete di solidarietà. 

I vicini hanno raccolto fondi per comprare un puntatore ottico che gli avrebbe consentito di esprimere i suoi pensieri e renderli leggibili agli altri. Oggi il cuoco è quasi completamente immobile: muove solo la punta di alcune dita, eppure è cosciente. Ascolta tutti e vede. Un grande cuoco che non può e non potrà più assaggiare le sue pietanze, così amate in paese e fuori. Terribile, eppure chi lo circonda cerca in ogni modo di alleviargli questo dolore impalpabile ma più acuto di tutti. Grazie a Maila e all’affetto di tanti Antonio ha una speranza: il tanto vituperato metodo Stamina. Potrebbe regalargli una vita migliore e soprattutto una speranza. Antonio e Maila hanno in mano un decreto di un giudice che ordina agli Spedali Civili di Brescia di provvedere all’infusione di cellule staminali». 

Antonio è in lista d’attesa: è 95esimo. Ma tutto è bloccato e il tempo scorre veloce. E ora la cantante amata dai giovani lancia la secchiata per la Sla (l’Ice Bucket Challenge) e dedica un messaggio tutto per Antonio, la cui causa ha preso a cuore.

 



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