Da cuoca a carbonaia a soli 29 anni: «Per recuperare il lavoro di mio nonno»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

San Severino, 4 novembre 2015 – Dopo dieci anni in giro per le cucine di mezza Italia, decide di tornare alle origini, a quel mestiere che la sua famiglia tramanda da generazioni: quello dei carbonai. E quando a fare una scelta del genere è una ragazza di 29 anni, la storia assume un sapore particolare. Siamo a San Severino e la protagonista di questa storia è Federica Cocciettini.

Federica, dopo il diploma all’istituto alberghiero di Cingoli ha iniziato a Roma, appena diciannovenne, la sua avventura come cuoca che per circa dieci anni l’ha portata a lavorare tra Nord e Centro Italia, fino all’apertura di una piccola gastronomia. A giugno di quest’anno però è arrivata la decisione di tornare nell’azienda di famiglia, una sessantina di ettari a San Severino.

Federica, che cosa l’ha spinta a cambiare vita?

«Volevo tornare alle origini, uscire dal caos frenetico della città. In cucina sei una macchina tra muri d’acciaio, io invece sono nata e cresciuta all’aria aperta e sono voluta tornare in campagna».

È raro trovare una donna che faccia questo mestiere…

«Che io sappia qui da noi siamo solo io, mia madre e mia nonna: non conosco altre donne che facciano il carbone in maniera tradizionale. In tanti mi dicono che ho scelto un lavoro impegnativo, pesante e che per la mani avevo una professione d’oro. Ma per me è gratificante quello che faccio, anche se è faticoso e impegna tutta la giornata».

C’è qualcosa che rimpiange della sua «vita precedente»?

«Non rimpiango niente, ho passato dieci anni bellissimi in cui ho fatto un gruzzolo di esperienze, anche se a differenza dei miei coetanei il sabato e la domenica ero a lavoro e non a divertirmi».

Come viene realizzato il carbone con la tecnica tradizionale?

«Tagliamo la legna dal nostro bosco e poi la mettiamo in un camino creato apposta, una canna fumaria da dove partirà la combustione con una brace. Intorno poi viene creata una catasta coperta con fango e terra, come una sorta di capanna, perché è fondamentale che non prenda troppo aria».

Oltre alla campagna, ha qualche altra passione?

«Amo l’equitazione, e appena ho un’ora di tempo vado al maneggio a fare una passeggiata. E poi ho una moto, una Yamaha Dragstar, ma purtroppo ho poco tempo per andarci».

Progetti per il futuro: famiglia, lavoro?

«Vorrei aprire una fattoria didattica per far conoscere ai bambini il lavoro in campagna. Per quanto riguarda la famiglia non ho progetti, quando lavori in cucina non hai una vita normale, ma qualche appassionato di campagna verrà fuori».

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