Da Hollywood a Macerata, ritorno alle origini per Téa Leoni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 12 maggio 2015 – Da Hollywood a Macerata: l’attrice Téa Leoni (nome d’arte per Elizabeth Téa Pantaleoni) è in visita in città in questi giorni per riscoprire le sue origini. Infatti, Leoni è discendente di Diomede Pantaleoni, nato a Macerata nel 1810, e di conseguenza anche parente alla lontana di Maffeo Pantaleoni, economista e politologo. La newyorchese, che ha recitato in film come Deep Impact, Jurassic Park III e Holliwood ending di Woody Allen, è arrivata oggi, dopo un breve salto a Vicenza, accompagnata dalla famiglia: con lei, a passeggio per Macerata, il compagno Tim Daly, il padre Anthony Pantaleoni, la madre Emily, il fratello Tom e la cognata Alessandra Zuin (di origini venete). Téa Leoni ha trascorso la mattinata tra la vecchia casa di famiglia, in zona Vergini, la biblioteca Mozzi Borgetti, a cui Pantaleoni donò 8.000 volumi: qui ha incontrato i tantissimi parenti marchigiani, che si sono radunati per salutarla. «Non posso credere di aver finalmente conosciuto la mia omonima italiana, Elisabetta», ha detto Leoni, commossa. Poi, i due gruppi di parenti (americano e italiano) hanno fatto una passeggiata per il Corso. Ad attenderli il sindaco Romano Carancini, che ha ricevuto gli ospiti in Comune, senza mancare di mostrare loro, alle 12 in punto, lo spettacolo dell’orologio della torre civica. «È meraviglioso – ha detto Anthony Panataleoni –, ne avevo sentito parlare, ma non pensavo fosse così emozionante. Questa città è unica». «Un’accoglienza di questo genere – ha aggiunto Leoni – ce la sognamo, a New York. Siete stati fantastici, affettuosi e calorosi con noi». Téa ha voluto vedere il meccanismo dell’orologio planetario dall’interno (è salita sulla torre civica con il compagno e con il sindaco), poi tutta la compagnia si è diretta prima a Palazzo Buonaccorsi, dove ha fatto una breve sosta, per finire con una visita dello Sferisterio. Lo storico incontro con l’attrice è stato reso possibile grazie al costante invio di lettere della professoressa Gabriella Saretto, spedite dal 2010 fino a oggi.

Chiara Gabriella



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