Da Offida al fronte dei No Tav: cronista finisce sotto inchiesta

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Offida (Ascoli), 23 ottobre 2015 – «Violazione di domicilio».

Questa l’accusa per cui la procura di Torino ha emesso un avviso di garanzia nei confronti del cronista offidano Davide Falcioni.

I fatti risalgono all’estate del 2012: Falcioni era stato mandato dal giornale online francesce Agora Vox in Val di Susa per seguire le proteste dei No Tav. Il cronista si è così trovato a descrivere anche un presidio di protesta. In quell’occasione, decine di persone, in maniera assolutamente pacifica, erano entrati nello stabile della Geovalsusa, una delle aziende coinvolte nella realizzazione della Tav (dopo aver suonato il citofono ed essersi fatti aprire la porta), avevano srotolato uno striscione sul balcone e acceso un paio di fumogeni rossi. L’azione era durante in totale lo spazio di un’ora appena. «Nessun danno è stato arrecato agli oggetti dello studio. Nessuna minaccia ai dipendenti che, anzi, hanno amabilmente chiacchierato con i militanti No Tav presenti», questo aveva scritto Falcioni nel pezzo in cui descriveva quella giornata di protesta tra le Alpi. Insieme a lui, nella manifestazione, c’era soltanto un altro giornalista, Alessandro Fiorillo.

Qualche mese dopo, le persone che avevano partecipato a quel presidio sono state denunciate per violazione di domicilio, danneggiamento informatico, furto e violenza privata.

Al processo, Falcioni si era offerto come testimone per la difesa. Il 28 novembre di quell’anno, in aula a Torino, durante la sua audizione, il pm Manuela Pedrotta arrivò a interrompere la sua testimonianza e informò il cronista che, visto il contenuto delle sue parole, sarebbe stato indagato per gli stessi reati di cui dovevano rispondere gli altri imputati: 17 in totale. Con questo passaggio, la testimonianza di Falcioni è diventata nulla. «Penso che la mia vicenda rappresenti un attacco inaccettabile al diritto di cronaca e alla libertà dei cronisti di raccontare in modo indipendente ciò che osservano – ha detto Falcioni –. Per questo ribadisco che rifarei esattamente ciò che feci in quell’agosto di tre anni fa, indipendentemente da come evolverà l’eventuale processo a mio carico».

Nelle sue corrispondenze dalla Val di Susa, il giornalista di Agora Vox aveva spesso preso le difese del movimento No Tav, contestando punto per punto le varie accuse che venivano mosse, raccontando cioè i fatti per come li vedeva. Adesso si trova sotto processo. Il suo giornale, Agora Vox, ha commentato così la vicenda: «Viene violato il diritto di cronaca, un patrimonio che è lungi dall’essere esclusiva di chi ha un tesserino da giornalista», riferimento a Falcioni, che pur lavorando come cronista da anni per varie testate ha sempre scelto di non iscriversi all’Ordine dei giornalisti.

 

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