Da ricco uomo d’affari a vittima dell’usura per il gioco: "Se non pagavo, mi picchiavano"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Porto Sant’Elpidio (Fermo), 11 febbraio 2015 - «Mi hanno ridotto sul lastrico e quando non riuscivo più a pagare, mi hanno picchiato ed hanno minacciato di spararmi». A raccontare la drammatica storia è un imprenditore della zona, colui che attraverso la sua denuncia ha dato il via all’indagine della Guardia di Finanza culminata con l’operazione “Green Table” (video) dell’altro ieri, con cui è stata sgominata una banda dedita all’usura e all’estorsione collegate al gioco d’azzardo.

«Ero un facoltoso uomo d’affari – spiega l’imprenditore – ma con il vizio del gioco. Frequentando il circolo Europa di Porto Sant’Elpidio ho iniziato a giocarmi dai 500 ai 1000 euro a sera con la “Concia” e del “Trenta Quaranta”. Qualche volta vincevo, ma più spesso perdevo. Non era un problema però: la mia disponibilità finanziaria mi permetteva di continuare a giocare tranquillamente».

L’uomo racconta di come le serate al circolo siano andate avanti per diverso tempo, fino a quando ha iniziato ad indebitarsi con uno dei gestori e la sua organizzazione: «I soldi cominciavano a scarseggiare e non volevo che la mia famiglia se ne accorgesse. Così mi sono fatto prestare del denaro con un tasso d’intesse del 400 per cento. Sapete cosa significa? Che per ogni mille euro che perdevo, ne dovevo restituire 5000. Nel giro di diversi mesi mi sono ritrovato un debito di 500.000 euro, sul quale dovevo pagare in continuazione interessi. Nonostante tutto la somma continuava a lievitare».

L’imprenditore sottolinea poi gli ultimi periodi vissuti letteralmente nel terrore: «Quando non potevo pagare mi venivano a cercare, in particolare un componente della banda, che mi ha anche pestato. Una volta ha minacciato di spararmi, se non gli avessi consegnato la somma che doveva alla banda. Disperato e terrorizzato ho cerato aiuto nella Guardia di Finanza, che sapevo essere a conoscenza di certi fenomeni. Così mi sono rivolto a loro ed ho ricominciato a vedere la luce».

L’uomo spiega anche come all’inizio abbia dovuto superare l’esame a cui è stato sottoposto dagli investigatori: «Hanno ascoltato le mie dichiarazioni, ma poi, prima di entrare in azione, hanno effettuato una lunga serie di riscontri per verificare quello che avevo raccontato. Mi hanno anche detto che qualcuno si indebita al gioco e poi si rivolge a loro per i propri tornaconti, senza che ci siano gli estremi dell’usura». Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno iniziato così una lunga attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Fermo, fatta di pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali. Fino ad arrivare ad installare una microcamera all’interno del circolo Europa per documentare quanto avveniva.

Poi il blitz dell’altro ieri con i tre arresti, le 34 denunce e le 10 perquisizioni in cui sono stati sequestrati 10000 euro di contanti ed effetti e la documentazione contabile dell’organizzazione. «Il gioco è una brutta bestia – conclude l’imprenditore – ma chi ne approfitta con l’usura è il peggior nemico che un giocatore possa incontrare. Oggi mi sento rinato».



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