Dai proclami allo spettro del crac: il grande bluff firmato Patitucci

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche, 28 marzo 2015 – La misura è colma, la vergogna non ha confini. Almeno fino a prova contraria, il presidente della Civitanovese Luciano Patitucci ha gabbato ancora una volta tutti: creditori, giocatori, sportivi. La verifica in banca, infatti, anche ieri ha confermato che le sue promesse sono parole al vento: soldi non ce ne sono. Una storiaccia che comincia a Natale, quando, in un’epica serata al Donoma, a una platea entusiasta vengono promessi mare e monti. Ci credono tutti.

Poi la sosta del campionato e la sosta è come la notte, porta consiglio. Ai giocatori, ma anche alle imprese che hanno avuto l’avventura di essere cliente della Citanovese. Dopo la musica, i balli, lustrini e coriandoli, inizia così una discesa senza fine, con l’ufficiale giudiziario che ritira l’incasso; i giocatori che reclamano spettanze spacciate per già liquidate.

L’allenatore Mecomonaco che si schiera con loro e viene prima sospeso e poi richiamato; i creditori che spuntano da ogni parte dopo aver pazientato a lungo. Si era in gennaio, la società comincia a sfaldarsi, i direttori se ne vanno, Mecomonaco resiste un mese e poi sbotta, i giocatori dichiarano guerra e con loro i collaboratori. Patitucci rimane solo. C’è, ma è come se non ci fosse. Una gestione singolare, la sua. Tre mesi scanditi da notizie che viaggiano su sms e telefonate. Il «capo» non scappa, pensa! Pensa, assicura, per salvare la società e risanarla perché solo così si può essere credibili. L’ultima telefonata è della settimana scorsa. Patitucci si intrattiene a lungo con i giornalisti e si arrabbia pure per essere più convincente. Pochi, in verità, gli credono. Anzi, nessuno. Tantomeno gli credono i giocatori che anzi evitano di sentirlo e dopo aver pubblicamente esternato la loro protesta, se ne vanno prima della chiamata.

Continua a promettere, Patitucci, come fa da tre mesi a questa parte. Ieri sarebbe stata la data finale per saldare i debiti. L’ennesima bufala. Quale sia la sua strategia è un mistero. Pagare non paga; gestire non gestisce; vendere non vende. Fiducia non ne ha. Tutti si chiedono che senso abbia la sua presidenza. La risposta si perde tra le nebbie. Il peggior momento della storia secolare della squadra rossoblù.

A ragione oggi tutti se lo chiedono: che è venuto a fare a Civitanova il direttore generale della B&L Industries? E come fa a risanare la società? Non pagando creditori, giocatori, tecnici e personale ausiliario? Abbassando il prezzo d’ingresso allo stadio? E non lo sfiora il dubbio che gli spalti vuoti di domenica (ad un euro) significano solo «terra bruciata» intorno ad un presidente che non fa il presidente? E che questa società allo sfascio è frutto della sua gestione?

 



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