Dalla lirica a Musicultura, Bianchi: «Stop ai fondi»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 30 dicembre 2014 – Una camera  di Commercio grande vittima delle riforme varate dal governo Renzi, è questo il risultato presentato ieri per il bilancio preventivo 2015 dal presidente Giuliano Bianchi. Tagli che valgono il 35% per l’anno che ormai sta arrivando, il 40% per il 2016 e addirittura il 50% per il 2017. Le riduzioni sono critiche, dato che si è passato, solo per fare un esempio, dai 4.724.967 euro del 2014 ai 1.922.494 previsti per il 2015 assegnati agli interventi economici.

Da quest’anno, infatti, la Camera di Commercio non sarà più in grado di finanziare progetti come Musicultura (per cui nel 2014 sono stati elargiti 70.000 euro), né quello dello Sferisterio (il contributo era di 180.000 euro). Fermi anche i fondi destinati a Civitanova Danza (20.000 euro nel 2014). Il presidente Bianchi ha spiegato il perché di queste scelte.

«Sono tagli che ci feriscono, ma abbiamo già avvertito chiunque che non siamo più in grado di sostenere granché. In un’ottica di risparmio, preferiamo investire nelle imprese piuttosto che in altre iniziative, nonostante offrano un’ottima vetrina. Non siamo riusciti nemmeno a rinnovare l’impegno dei 25.000 euro annui per il restauro della Torre dell’Orologio di Macerata. Sono grandi sacrifici». Non è detto però che non si possa partecipare magari con somme notevolmente ridimensionate. Quest’anno sono previsti altri due bilanci, ad aprile e luglio, e se tirando le somme dovesse avanzare qualcosa, i soldi saranno sicuramente reinvestiti. «In questi ultimi quindici anni e mezzo di gestione – ha aggiunto Bianchi – siamo riusciti ad operare un’azione di spending review virtuosa. Siamo stati tra i primi a vendere le macchine camerali, ad esempio; siamo riusciti a non mandare in mobilità nessuno dei dipendenti, aspettando semplicemente che i più anziani andassero in pensione e non assumendo nuovo personale. È una politica che oggi paga: non mettiamo a rischio nessun posto di lavoro». I soldi destinati ai dipendenti sono stati ridotti, ma non si sono toccati i salari. Si è scelto di diminuire il numero di giunte e consigli per i quali i partecipanti avevano diritto a un gettone; meno convocazioni, meno gettoni da assegnare: ecco il risparmio.

«Siamo un ente che lavora e che ha sempre lavorato bene, non ci taglieremo gli stipendi ma rinunceremo ai gettoni; sono gli enti che non lavorano che dovrebbero farlo. Ci sono Camere di Commercio in passivo che si riuniscono ogni settimana, noi ogni due mesi». Una soluzione possibile sembrerebbe quella dell’accorpamento tra più Camere, e forse si arriverà, in futuro, ad averne una regionale oppure due, divise tra nord e sud delle Marche. Per ora si procede, come ha riferito il segretario provinciale della Cisl Marco Ferracuti, raggiunto telefonicamente, cercando di utilizzare al meglio i fondi. «Nonostante i tagli – ha concluso Ferracuti – si riusciranno a garantire un numero importante di progetti, preferendo quelli che siano riusciti a integrarsi con altri proponenti. Poi, in prospettiva di un’unificazione, è anche importante per noi presentarsi con i conti in attivo come ora e non in passivo, per non affossare ulteriormente l’eventuale nuova Camera».



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