Dehors, Gizzi tende la mano al sindaco: "Ripartiamo da zero per la città"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Ancona, 10 novembre 2014 - «Dobbiamo farci piccoli, umili e ricominciare da zero». Il soprintendente Stefano Gizzi lascia tutti di stucco e dopo giorni di frizione con il sindaco di Ancona è disposto a mettere un punto allo scontro istituzionale che si è scatenato fra i due enti su più fronti a partire da quello dei dehors di Corso Mazzini. Il suo intervento al Carlino tende una mano che a questo punto difficilmente non può essere stretta dal sindaco Mancinelli.

«Il sindaco – spiega Gizzi in questa nota – ha ragione, nel senso che esistono troppi lacci e lacciuoli burocratici, sia nei regolamenti comunali, sia nei dispositivi di tutela dei Beni culturali e della Soprintendenza che, alla fine, soffocano l’anelito spontaneo verso risultati positivi e concreti e che impediscono di raggiungere obiettivi comuni. Recentemente, un legislatore, nello stilare un nuovo testo di legge, chiese ad un suo collaboratore un commento e una revisione. Questi rispose – continua Gizzi nel racconto – che non aveva compreso nulla, e quegli, allora, affermò che la stesura della norma era perfetta. La risposta fu immediata: ‘Non si deve capire nulla, si deve dire e non dire’».

E arriva al nocciolo del discorso: «Credo che occorra, se veramente vogliamo lavorare uniti per il bene della città di Ancona, a cominciare dalla Soprintendenza, dall’amministrazione comunale, farsi piccoli, farsi umili, e ricominciare da zero, tutti insieme, non per affermare una propria volontà apodittica, ma per mettersi al servizio della città. Non si tratta di operare né secondo le istanze della soprintendenza, né secondo quelle del sindaco, né secondo quelle dei commercianti, o degli artigiani, o di altre singole categorie, ma per una istanza collettiva superiore».

Il passo indietro o in avanti a seconda di come lo si voglia interpretare lo porta a fare un ragionamento ancora più articolato. «Non esistono solo i Beni culturali, così come non esiste solo il commercio, o l’artigianato, o l’amministrazione comunale, o il mero sviluppo, ma esistono persone, esseri umani, in primo luogo, che debbono collaborare, rispettarsi e dialogare». Riporta poi un’affermazione di Papa, Giovanni XXIII: «‘Cerchiamo ciò che unisce, e non ciò che divide’. Questo dovrebbe essere l’auspicio». La prossima mossa al sindaco.

 

 



 

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