Delitto Bigoni: la Cassazione respinge il ricorso della Procura

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Civitanova, 3 dicembre 2015 – Anche per la Cassazione non fu un omicidio premeditato quello di cui rimase vittima a Civitanova Maria Pia Bigoni, di 66 anni, il 17 settembre del 2013. La decisione è arrivata ieri pomeriggio da Roma, con la conferma della condanna a 18 anni di reclusione per l’ex marito della donna, Graziano Palestini, 78 anni. La vicenda fece molto clamore all’epoca e portò l’attenzione sul fenomeno drammatico dei femminicidi. I due erano separati da anni, ma lui continuava ad avere un profondo rancore verso di lei che, a suo dire, lo aveva lasciato senza lavoro e senza soldi. Più persone avevano assistito a litigi violenti, scenate e insulti scambiati al mercato ittico, dove la donna continuava a lavorare con gli altri congiunti nell’attività di famiglia. All’alba del 17 settembre, Maria Pia Bigoni uscì per andare al mercato ittico, che riapriva quel giorno. Ma sotto casa trovò Palestini, che era appostato nel buio e appena le fu vicino la uccise, colpendola 37 volte con un coltello appena comprato.

Al processo con il rito abbreviato, l’anziano fu condannato a 15 anni per l’accusa di omicidio volontario, e ad altri tre anni per lesioni e minacce, per altri episodi avvenuti poco prima del delitto. L’uomo era disabile, gravemente malato e convinto, a torto o a ragione, di aver subìto un grave torto da parte della moglie e di due dei suoi tre figli. «Dopo la malattia aveva perso il lavoro e poi la famiglia – aveva scritto il giudice Domenico Potetti nella motivazione della sua sentenza –, il suo dramma umano non può essere trascurato, senza nulla togliere alla gravità della sua condotta». Da qui la decisione di infliggere, per l’omicidio, una pena piuttosto lieve. Ma contro questa sentenza il procuratore Giovanni Giorgio ha fatto ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento dell’aggravante della premeditazione. I giudici di Roma però non hanno ritenuto che ci fosse la prova di tale elemento e hanno confermato la condanna per omicidio volontario. Hanno però inviato gli atti al tribunale di sorveglianza per valutare eventuali misure di sicurezza. L’imputato era difeso dagli avvocati Luca Pascucci e Luca Forte. I familiari erano parti civili con gli avvocati Manuela Costantini, Monica Attili, Pietro Siciliano, Domenico Formica e Laura Panciroli.

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