Delitto di Ancona, il capitale umano

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 11 novembre 2015 – Qui non analizzeremo incongruenze giudiziarie, prove Stub o esami autoptici. Qui ci soffermeremo semplicemente sul lato oscuro delle vicende umane che questa storia, terribile e disarmante, ci racconta. E questa storia, innanzitutto, ci racconta di un ragazzino di 18 anni che senza un lavoro si compra una pistola da 450 euro al mercato nero come se fossero caramelle. E ci racconta anche che quel ragazzino, il gigante buono come lo chiamano, si presenta a casa della famiglia Giacconi per un semplice chiarimento, ma non ci va con un mazzo di fiori bensì con una calibro 9 e 86 proiettili. «Il padre della mia fidanzata mi ha aggredito, per questo ho sparato, volevo difendermi», dice sempre il gigante buono.

Già, però la sua furia omicida si scatena prima sulla mamma. Tre colpi, subito a segno. Come a segno vanno anche quasi tutti i proiettili sparati: sei su otto, dicono i primi rilievi. E allora ci viene un dubbio: chi ha sparato anche solo una volta in qualche poligono, sa bene che non è come bersi un bicchier d’acqua e se poi davanti c’è un bersaglio umano forse tutto si complica un pochino. Eppure, quel gigante buono di 18 anni, fredda due persone con sei proiettili su otto. Ma non è finita, perché di fronte a lui, tra quelle due persone, non c’è un impiegato del Catasto, ma un militare dell’Aeronautica con, si dice, diverse missioni alle spalle: ebbene, viene freddato sul balcone di casa con una semplicità agghiacciante.

Quella stessa semplicità con la quale il Bell’Antonio innamorato che scrive ovunque «sei la più bella cosa che mi sia capitata», trascina poi con sè nell’inferno di questa storia la sua amata di 16 anni, la «bambina» come tutti la descrivono che, lui dice, ha però la freddezza di urlare, davanti ai genitori, «Spara». E allora per quei genitori soltanto pietà umana. Quella che ad oggi, ci risulta, nessuno abbia ancora espresso.

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