Delitto di Melania Rea, sconto di pena: chiesti 20 anni per Parolisi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 27 maggio 2015 - È entrata in camera di consiglio la Corte d’Assise d’Appello di Perugia che deve rideterminare la condanna inflitta a Salvatore Parolisi definitivamente giudicato responsabile dell’omicidio della moglie Melania Rea. Il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola ha chiesto la riduzione da 30 a 20 anni di reclusione con l’esclusione dell’aggravante della crudeltà. Il magistrato ha invece sollecitato che all’ex caporalmaggiore dell’Esercito non vengano concesse le attenuanti generiche.

Costagliola ha spiegato al termine dell’udienza di avere chiesto per Parolisi «il massimo della pena possibile in base al rito abbreviato». Secondo il sostituto pg tutti i comportamenti di Parolisi «prima, durante e dopo portano a dire che non merita proprio le attenuanti generiche». «Ha cercato di deviare le indagini – ha aggiunto Costagliola -, ha negato ogni rapporto con la ex allieva ed ha vilipeso il cadavere per far pensare che fossero state altre persone». Presente in udienza anche la famiglia di Melania Rea rappresentata come parte civile dall’avvocato Mauro Gionni. Il legale ha chiesto che non vengano concesse le attenuanti generiche a Parolisi e venga «rivalutata l’aggravante della crudeltà» già esclusa dalla Cassazione. «Ci siamo riportati – ha spiegato l’avvocato Gionni – agli elementi emersi davanti alla Corte d’Assise d’Appello de L’Aquila. A nostro avvisto Parolisi non merita le attenuanti per le modalità del delitto. Le 35 coltellate restano, resta il depistaggio e resta il fatto che sia tornato a sfregiare il cadavere della moglie».

LA DIFESAUn «doppio sconto» di pena è stato chiesto dalla difesa di Salvatore Parolisi alla Corte d’Assise d’Appello. In particolare i legali, gli avvocati Nicodemo Gentile e Valter Biscotti, hanno sollecitato l’esclusione dell’aggravante della crudeltà e la concessione delle attenuanti generiche.

Gli avvocati Gentile e Biscotti hanno chiesto per Parolisi una pena «sotto i 20 anni». «Abbiamo sollecitato – ha detto l’avvocato Gentile – il minimo edittale. Una pena giusta, equa». Secondo i difensori dell’ex caporalmaggiore «ci sono poi tutti gli elementi per concedergli le attenuanti generiche come il fatto che sia un giovane, incensurato e militare irreprensibile».

IL PROCESSO. L’udienza iniziata questa mattina davanti alla Corte di Assise d’Appello di Perugia per rivedere al ribasso la condanna a 30 anni di reclusione inflitta a Salvatore Parolisi per l’omicidio della moglie Melania Rea. Il procedimento si svolge a porte chiuse in quanto il processo si è svolto con il rito abbreviato. Parolisi non è in aula dove invece si trovano il padre e il fratello della moglie. L’ex caporalmaggiore dell’Esercito è stato ritenuto definitivamente responsabile del delitto, al quale si proclama però estraneo, dalla Cassazione che ha comunque annullato l’aggravante della crudeltà e rimesso gli atti per competenza a Perugia. I giudici perugini dovranno quindi ora decidere la condanna. L’annullamento dell’aggravante apre per Parolisi la possibilità di accedere alle attenuanti generiche.



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