Delitto di Mondavio, il marito le ha sfondato il cranio con più di 10 bastonate

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Mondavio (Pesaro e Urbino), 20 dicembre 2014 – Si è accanito su di lei colpendola a ripetizione, una moltitudine di volte: dieci, undici, dodici… forse addirittura una quindicina, tanto da fracassarle il cranio e causarle la fuoriuscita di un pezzo della massa celebrale. Quella che è emersa dall’autopsia eseguita ieri dagli anatomopatologi Adriano Tagliabracci e Raffaele Giorgetti dell’Istituto di Medicina Legale di Ancona sul corpo di Rosella Iatesta (foto) è una vera e propria furia omicida nei confronti della donna. La furia, prolungata, del marito Gino Ruggieri: l’uomo ha infierito sulla moglie con un bastone lungo circa un metro e mezzo e dalla sezione quadrata di cinque centimetri per cinque (rinvenuto dagli inquirenti vicino al cadavere) senza lasciarle scampo. 

La calotta cranica nella parte superiore e posteriore era letteralmente sfondata. E’ vero che quando è rientrato a casa il babbo di Rossella (alle 10,50 di quel maledetto 9 dicembre) lei era ancora viva e che il suo cuore batteva pure quando sono arrivati gli operatori del 118, ma è altrettanto vero che non c’erano assolutamente margini per salvarla. Le ferite erano troppo gravi e, infatti la donna, 46enne, ha esaltato l’ultimo respiro prima che potesse essere caricata sull’ambulanza. Le risultanze dell’esame autoptico collimano con quanto gli inquirenti hanno rinvenuto sul luogo del delitto (ispezionato nel pomeriggio di ieri anche dai medici legali Tagliabracci e Goergetti): tracce di sangue che partono dalla camera da letto dei coniugi al primo piano e che proseguono nella cameretta a fianco in cui dormiva il figliolo di 9 anni, per diventare ancora più evidenti lungo le scale e poi al piano terra, in prossimità del’ingresso della villetta, dove Rossella è stata trovata, riversa in un autentico lago rosso e agonizzante, dal papà.

Insomma, tutto lascia supporre che la donna abbia cercato in ogni modo, disperatamente, di sfuggire all’impeto omicida di Ruggieri senza riuscirci, colpita insistentemente e con violenza alla testa con quel bastone, fino a crollare, ormai senza più forze e priva di possibilità di sopravvivenza, a pochi centimetri dal portone. Oggi per i congiunti di Rossella Iatesta e per tutti coloro che le volevano bene è il giorno dell’ultimo, doloroso, saluto alla loro cara. La salma della donna verrà trasportata a Biccari (il piccolo comune in provincia di Foggia di cui la famiglia Iatesta è originaria), e qui alle 15 si terrà il rito funebre. Seguirà la tumulazione nel cimitero dello stesso paese.



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