Delitto di via Crivelli, uno psicoterapeuta per la 16enne

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Ancona, 23 febbraio 2016 – Uno psicoterapeuta per la sedicenne anconetana accusata di concorso con il fidanzato Antonio Tagliata, 18 anni, nell’omicidio dei propri genitori nel tragico delitto di via Crivelli.

La difesa dell’adolescente, rappresentata dall’avvocato Paolo Sfrappini, ha chiesto l’aiuto di uno specialista per valutare vari aspetti della personalità della giovane, anche in relazione al duplice omicidio commesso dal fidanzato il 7 novembre scorso.

La ragazza si è resa conto di quanto stava succedendo? Sapeva che intenzioni aveva Antonio? E dopo il massacro perché si è allontanata con lui? Sono domande che potrebbero trovare risposte grazie all’aiuto di un esperto, che deve valutare come la mente di una ragazzina possa reagire a un trauma simile.

Lo specialista torinese Claudio Foti sta valutando le condizioni della ragazza anche in relazione al vissuto familiare pregresso e alle condizioni psicologiche in cui si trovava negli ultimi mesi.

L’obiettivo è verificare se avesse consapevolezza e maturità per affrontare una simile vicenda. La procura dei minori ha ottenuto per la sedicenne la custodia nell’istituto di pena minorile di Nisida, a Napoli, sulla base di una serie di circostanze.

Innanzitutto, i fidanzati arrivarono insieme sotto la palazzina in cui lei abitava con i genitori, Fabio Giacconi e Roberta Pierini; la giovane aprì la porta con le proprie chiavi, e dopo la sparatoria si allontanò con Antonio.

L’ormai ex fidanzato ha ribadito nell’incidente probatorio che lei gli avrebbe gridato di sparare, e poi lo seguì, nonostante lui le avesse ‘consigliato’ di andarsene.

Questa ricostruzione è respinta dalla minorenne, che sostiene di essere rimasta impietrita quando Antonio iniziò a sparare e che se ne andò con lui perché era in soggezione psicologica e aveva paura del fidanzato e della sua famiglia: dopo il fatto, Tagliata le avrebbe detto di andare con lui perché tanto non le sarebbe successo nulla.

Proprio le condizioni di fragilità della giovane per i difficili rapporti con i genitori, l’età e l’immaturità dovranno essere valutati e rapportati con le condotte criminali addebitate, per capire se la ragazza fosse o meno in uno stato di confusione mentale.

Durante l’incidente probatorio, la sedicenne ha accusato il colpo delle dichiarazioni di Antonio, scoppiando in lacrime. Chi l’ha seguita negli ultimi tempi racconta di una ragazzina provata, che ormai si è arresa all’idea di restare in carcere. La consulenza potrebbe fornire anche indicazioni terapeutiche.

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