Delitto Rea, "Parolisi, Cassazione confermi l’ergastolo"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli Piceno, 24 gennaio 2015 – Una memoria articolata in sedici punti. Sedici motivazioni per chiedere alla Cassazione di dichiarare inammissibile il ricorso presentato dalla difesa di Salvatore Parolisi e quindi confermare la condanna all’ergastolo (poi ridotta a 30 anni per via del rito abbreviato) emessa in secondo grado dalla corte di Assise di Appello de L’Aquila. L’avvocato Mauro Gionni, che assiste i familiari di Melania Rea, ha depositato ieri mattina la memoria difensiva delle parti civili in vista dell’udienza del 10 febbraio prossimo a carico del caporal maggiore dell’esercito italiano, in carcere per aver ucciso sua moglie ad aprile del 2011. I sedici punti che compongono il documento redatto dal penalista ascolano ripercorrono in sostanza le indagini effettuate dopo l’uccisione della donna ed il ritrovamento del suo cadavere, ribadendone la correttezza da un punto di vista tecnico e dei contenuti: dai riscontri dell’autopsia alle intercettazioni telefoniche, passando per le testimonianze dirette e indirette, richiamando anche la sentenza della Cassazione sul processo per l’omicidio di Amanda Knox come esempio di valutazione di indizi precisi, gravi e concordanti. Il testo si sofferma anche sull’«alibi falso» addotto dal militare, che ha spiegato «non solo i suoi movimenti, ma anche quelli della vittima, collocandola in un luogo ove non è mai stata e cercando di allinearsi a quanto la stessa aveva riferito al telefono alla madre».

Donne vittime. Richiamando la memoria già presentata in secondo grado, la parte civile si sofferma inoltre sul tipo di reato commesso. «Dall’analisi del reato, dell’aggressione, dell’arma utilizzata, del modus operandi e dell’attività di ‘staging’ operata sulla scena del crimine, l’omicidio di Melania può essere contestualizzato tra quelli che vengono definiti ‘omicidi di prossimità’, cioè che si consumano in un contesto di relazione e che stanno prendendo il sopravvento rispetto al numero totale degli omicidi commessi in Italia».

Attenuanti. Gionni si sofferma anche sulla richiesta, da parte della difesa, della concessione delle attenuanti generiche ed entra nel merito dell’affidamento della piccola Maria Vittoria, la figlia della coppia che allora aveva due anni e oggi vive con i genitori materni. «Non crediamo possa meritare le generiche un soggetto che dopo un orrendo e brutale omicidio ha persino vilipeso il cadavere ed inquinato la scena del crimine per tentare di orientare in altro senso le indagini, o comunque per sviarle da lui. Certo appare surreale – scrive ancora – , chiedere le generiche poiché padre di una bambina, dopo averne ucciso la madre in sua presenza ed averla privata per sempre ai suoi affetti.



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