Delitto Sarchiè, spunta lo scooter dei Farina. “Perché era nel garage del prete?”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Macerata, 8 settembre 2014 – A due mesi dal ritrovamento del corpo martoriato di Pietro Sarchiè, i carabinieri sequestrano lo scooter di Giuseppe e Salvo Farina, i due principali indagati per l’omicidio del pescivendolo. Era nel garage di don Mario Cardona, parroco di Seppio e dirimpettaio della famiglia catanese. Il sacerdote era stato anche sentito dagli inquirenti, ma niente era emerso sul motorino. Quale rilevanza possa avere il suo ritrovamento non è ancora chiaro, ma intanto l’episodio ha provocato lo sfogo della figlia di Sarchiè, Jennifer, che ha utilizzato Facebook per esprimere tutta la sua rabbia: «Lo scooter degli assassini di mio padre è stato nascosto nel garage del parroco: perchè nascosto??».

Parla di assassini, la donna, in un comprensibile momento di rabbia, riferendosi a quelli che in realtà restano indagati a piede libero, con l’accusa di aver ucciso il pescivendolo 62enne e di averne occultato il cadavere. Don Mario, dal canto suo, non ha probabilmente considerato il fatto che quello scooter potesse avere una qualche rilevanza in relazione all’inchiesta. «Sì, lo scooter era da un po’ di tempo nel mio garage. Lo lasciavano lì quando era tempo cattivo — spiega — e per me non c’erano problemi. Credevo fosse una cosa normale, senza particolare rilevanza, per questo non ne avevo parlato. Poi alcuni giorni fa sono arrivati i carabinieri e lo hanno portato via. Io ho spiegato loro come stavano le cose».

Il mezzo, intestato alla moglie di Giuseppe Farina, si aggiunge dunque al corposo materiale sequestrato dai carabinieri, tra cui c’è anche il furgone che padre e figlio utilizzavano per la vendita del pesce. I due, insieme al resto della famiglia, sono ormai da tempo nella loro casa catanese. Intanto, la procura è in attesa dei risultati degli esami scientifici per acquisire ulteriori elementi in grado di rafforzare il quadro di prove e corroborare la ricostruzione di quanto avvenuto il 18 giugno, quando Pietro Sarchiè fu barbaramente ucciso.



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