Delitto Sarchiè, i legali dei Farina insistono: «È stato solo Giuseppe»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 16 dicembre 2015 – «Salvatore Farina non c’entra con l’omicidio di Pietro Sarchiè. La responsabilità è del padre Giuseppe». Così questa mattina, in tribunale a Macerata, hanno parlato gli avvocati difensori dei due catanesi imputati per l’omicidio del commerciante di pesce. Era il giorno delle arringhe dei legali, gli avvocati Mauro Riccioni e Marco Massei. Mentre per la sentenza, preceduta da eventuali repliche, occorrerà attendere il 13 gennaio, prossima udienza del processo.

Le difese hanno continuato a sostenere quanto detto fino a oggi, anche da Giuseppe Farina, il principale indiziato dell’omicidio di Sarchiè, ucciso il 18 giugno dello scorso anno, quando non fece ritorno nella sua casa di San Benedetto del Tronto. Il corpo venne poi trovato il 5 luglio a Valle dei grilli a San Severino. Padre e figlio sono accusati di omicidio premeditato. «Ma la premeditazione non può esserci – hanno sostenuto i legali – in quanto Farina ha lasciato troppe tracce, troppi testimoni, per essere un delitto premeditato». I difensori sono quindi tornati a chiedere una perizia psichiatrica sull’uomo per dimostrare l’incapacità di intendere e di volere. «La pena – hanno concluso – non può essere quella dell’ergastolo se deve essere rieducativa. Non ci sarebbe futuro». E di futuro tolto hanno parlato i parenti della vittima, la figlia Jennifer Sarchiè, il fratello Yuri e la madre Ave Palestini: «Noi un futuro non lo abbiamo, perché è stato tolto a Pietro».

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