Deposito bus incustodito, Papaveri: "In arrivo telecamere e sbarre"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 21 ottobre 2015 – «Questo cda sta affrontando tutte le questioni, che hanno ognuna la loro dignità. In primavera abbiamo affrontato il nodo del bilancio e ci siamo occupati anche del deposito di Marina: a novembre partiranno i lavori per risolvere le criticità, come già deciso nel luglio scorso». A parlare è Muzio Papaveri, presidente e amministratore delegato di Conerobus, che spiega cosa ha fatto e sta facendo la Spa a capitale pubblico per risolvere le problematiche messe in luce ieri dal Carlino con un servizio sull’autorimessa di Marina di Montemarciano. «E’ previsto il controllo degli accessi, un sistema di visualizzazione tramite telecamere, l’installazione di sbarre elettromagnetiche e di un cancello motorizzato», elenca l’ad di Conerobus.

«Sono stato nominato amministratore delegato ad aprile – spiega Papaveri – ma già il 12 marzo scorso questo cda ha deciso, per la prima volta, di riunirsi proprio nel deposito di Marina, per prendere atto in modo diretto della situazione. Subito dopo abbiamo incaricato i nostri tecnici interni di studiare soluzioni».

Come evidenziato dal nostro servizio, tra mezzanotte e le 5 del mattino il grande deposito lungo la Statale Adriatica resta praticamente incustodito: da anni è rotto il cancello di ingresso, le serrande dell’autorimessa non si chiudono, non c’è un servizio di videosorveglianza, gli autobus vengono parcheggiati con le chiavi nel cruscotto e nel cuore della notte non c’è il via vai di autisti che lasciano i mezzi e li riprendono per le corse di linea.

«Ci sono però le guardie giurate che compiono passaggi periodici – precisa il presidente di Conerobus – e non è mai mancato un litro di gasolio, perché i serbatoi hanno tutti il lucchetto. Proprio grazie a questi giri periodici escludo, poi, che sbandati e prostitute abbiano avuto libero accesso all’autorimessa». In effetti chi conosce bene la zona ha segnalato la presenza di senzatetto dentro gli autobus in sosta e l’arrivo occasionale di auto che si appartano, ma l’aspetto più allarmante è la sicurezza del parco mezzi e delle attrezzature. Aspetti che saranno risolti con il nuovo progetto di adeguamento scelto dalla società di trasporto pubblico.

«I nostri tecnici hanno presentato uno studio che contemplava 5 soluzioni – continua Papaveri –. La prima era quella di mantenere il deposito di Marina con l’officina, le altre prevedevano la delocalizzazione. Abbiamo dovuto valutare tutte le ricadute sui lavoratori e sulle corse e abbiamo deciso di portare avanti la prima soluzione. A luglio abbiamo votato il progetto e, dopo aver scelto tra cinque preventivi, abbiamo dato il via libera ai lavori».

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