Desi Mobili, i 140 lavoratori a serio rischio mobilità

Desi Mobili

IL BORGHIGIANO FABRIANO © Il Blog – CERRETO D’ESI – CONTINUA LO STOP A OLTRANZA – IL RISCHIO decisamente elevato per i 140 dipendenti della Desi Mobili che già in settimana potrebbe portare i libri al Tribunale fallimentare è di passare in pochi giorni direttamente alla procedura di mobilità e dunque ingrossare sin da subito l’esercito delle migliaia di disoccupati sul territorio. Per i lavoratori, al momento in regime di contratti di solidarietà, l’auspicio è di vedere prorogato almeno per qualche altro mese il ricorso all’ammortizzatore sociale, ma c’è il serio timore che la richiesta non venga accettata e dunque si entri direttamente in mobilità con la formula di un anno per gli under 40′, uno e mezzo per chi ha tra 40 e 50 anni e due per gli over 50′. «Ora afferma il sindacalista della Cisl, Angelo Colonna attendiamo che si aprano le procedure fallimentari e venga nominato un commissario-liquidatore, dopodiché sapremo se c’è speranza per salvare l’azienda o meno». L’ULTIMA speranza è legata all’eventuale acquisto dell’impresa (con possibile assorbimento di parte del personale) da un’azienda di settore del Pesarese che sarebbe in contatto con la proprietà della Desi. Gli stessi vertici dell’impresa cerretese confermano che la trattativa esiste, ma ovviamente non si tratta di una contrattazione semplice stante, appunto, l’imminente avvio della procedura fallimentare e il probabile commissariamento dell’impresa. «C’è la possibilità si legge in una nota della proprietà che qualcosa si concretizzi nel breve periodo con imprenditori di ampio respiro internazionale interessati al nostro sito produttivo cerretese, al marchio e alla produzioni. E’ la dimostrazione come proprietà, seppure frenata dai vincoli della procedura fallimentare, siamo sempre attenti alle legittime esigenze dei dipendenti». Intanto la settimana è iniziata ieri e prosegue oggi con il fermo produttivo ad oltranza nello stabilimento cerretese in quanto l’azienda è impossibilitata a pagare fornitori e materie prime. Uno stop a tempo indeterminato per i dipendenti che peraltro lamentano anche forti ritardi nell’erogazione degli stipendi ormai indietro di oltre tre mesi. Insomma, una situazione quanto mai critica come ribadito nel corso dell’assemblea straordinaria delle scorsa settimana in cui parti sociali e lavoratori non hanno potuto fare a meno di evidenziare il timore che si veda verso una chiusura definitiva.

 Fonte il Resto del Carlino -Alessandro Di Marco-

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