«Ha detto stai zitta, ti ammazzo» Ladri in azione: terrore in villa

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IL BORGHIGIANO IL BLOG DI FABRIANO E DELLE MARCHE – La donna si è trovata davanti due malviventi: portata via una pistola. «STAI zitta, ti ammazzo. Sta zitta ti ammazzo. Parole che continuano a suonarmi nella testa dall’altro pomeriggio quando quel bandito mi ha puntato qualcosa sotto la gola. Mi guardava negli occhi ero come impietrita». Vittima una donna di mezza età, ancora sotto choc. Trafugata anche una pistola (con tanto di munizioni) oltre a gioielli per un valore di circa 2mila euro. Rapina in villa martedì alle 18,20 in via Colle onorato, proprio di fronte al parcheggio della casa di cura Villa Serena.  «Ero andata a camminare con la mia amica – racconta –. Alle 17,45 sono rientrata a casa, ma appena un secondo dopo sono di nuovo uscita per andare dalla vicina. Sarò mancata venti minuti, rientrando ho sentito dei rumori al piano di sopra. Ho pensato fosse mio figlio così ho chiamato: ‘Cristian, Cristian’. Ma non rispondeva, ho capito subito che erano i ladri. Ma il mio corpo si è immobilizzato di traverso sulla porta, il telefono in mano. Non riuscivo a muovermi, pochi istanti e quella figura nera è scesa mi si è avvicinata e mi ha puntato addosso qualcosa gridando, in italiano corretto, ma forse con un accento dell’Est: ‘Stai zitta o ti ammazzo’. Lo ha ripetuto due volte. Solo parecchio tempo dopo ho realizzato che probabilmente era una pila, ho pensato a una pistola. In pochi istanti è fuggito via, saltando la recinzione come un gatto, mentre l’altro saltava dalla finestra al piano terra. Sono scappati nel giardino della vicina. Non ho chiuso occhi continuo a sentire quelle minacce. L’anno scorso la perdita di mio marito, ora questo incubo, sono terrorizzata che altro devo sopportare?». Ma nonostante il buio è convinta di poter riconoscere il bandito e ha fornito una descrizione alla Polizia che indaga: «L’ho visto negli occhi, secondi che sembravano interminabili. Era di bassa statura, naso aquilino. Lo saprei riconoscere tra mille». Hanno arraffato in camera da letto due collier in oro e altre due collane, una di perle. Due bracciali, due paia di orecchini. Hanno prelevato il portafogli dalla mia borsa, dentro avevo le carte di credito e i bancomat. Ero impietrita ma sono riuscita a chiamare una mia amica per chiedere aiuto. Hanno anche rovistato nel borsello di mio marito. Era lì come l’aveva lasciato lui l’ultima volta. Devono aver perso tempo, ma dentro non c’erano soldi». «Hanno rubato la pistola semiautomatica di mio padre che custodivo io – aggiunge il figlio –. Era un ricordo, ma c’erano anche delle munizioni, siamo preoccupati». Notizia riferita da Sara Ferreri IL RESTO DEL CARLINO

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