Di Battista dei 5 Stelle: "Le Marche sopravvivono grazie ai risparmi"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Urbino, 28 febbraio 2016 – Esordio di tutto rispetto per l’associazione studentesca “Carpe Diem”, che nel promuovere la prima iniziativa a sfondo politico ha esordito invitando due big del Movimento 5 Stelle. Tema dell’incontro: “Il Movimento 5 Stelle può salvare l’Italia?”.

Ad ascoltare l’onorevole Alessandro Di Battista e il senatore Nicola Morra c’era veramente una gran quantià di gente. Introdotti dal consigliere regionale Pierluigi Fabbri, Di Battista e MOrra hanno parlato in lungo e in largo della filosofia dei 5 Stelle, dagli albori fino ad oggi, cercando di trasmettere alla platea quell’enfasi che li ha portati a fare la scelta di diventare attivisti del Movimento e di dedicare parte della loro vita al progetto ideato nel 2009 dal comico genovese Beppe Grillo.

Inseguendo il “sogno” di vivere in una Italia diversa, Fabbri, Di Battista e Morra per oltre due ore hanno risposto alle domande del pubblico, moderate dall’organizzatore dell’evento e presidente di “Carpe Diem”, Martino Abbracciavento.

Per Di Battista, laureato in arte al Dams di Roma, è anche l’occasione per parlare della città ducale.

E’ la prima volta che viene a Urbino?

«Sì, nonostante io sia un appassionato di arte con tanto di laurea al Dams di Roma, e nonostante io sia anche un grande stimatore di Raffaello Sanzio, questa è la mia prima volta a Urbino».

Come trova la città?

«La cosa che più mi lascia perplesso è il fatto che una città così, nella piazza principale, sia a mezzogiorno di sabato vuota, quando invece dovrebbe essere invasa di turisti, tanto che non si dovrebbe riuscire a camminare. Nelle Marche si investe in inceneritori, in trivellazioni e in discariche, ma non si fa nulla per il turismo, ed Urbino ne è un chiaro esempio, di come non si riesca a far fruttare il potenziale di una città. La visione che ho di queste città d’arte è di centri storici sempre più vuoti e centri commerciali sempre più pieni, ma di persone che non spendono e che passeggiano soltanto».

Conosce le Marche?

«Le Marche ancora sopravvivono grazie ai risparmi di famiglie che hanno portato avanti aziende come la Scavolini, che sono imprese che hanno fatto cose straordinarie in passato, soprattutto dagli anni del boom economico in poi; posso dire che le Marche hanno sempre rappresentato l’esempio della piccola e media impresa italiana. Oggi però la situazione sta cambiando, la piccola media impresa è in totale crisi, massacrata dal sistema che tutela il capitalismo finanziario, e quindi quando anche le famiglie delle Marche finiranno i loro risparmi, la situazione diventerà drammatica anche qui. Le Marche rappresentano quelle regioni, come l’Emilia Romagna, che ancora si difendono, ma che prima o poi subiranno qualche contraccolpo».

E allora?

«Anche le Marche prima o poi si renderanno conto che non bisogna sottovalutare le questioni che solleva il Movimento 5 Stelle. Qui il Pd è troppo radicato nella mentalità delle persone, e anche coloro che sono delusi dal Pd, pur di non votare altri partiti, smettono di andare a votare. Tra Pd e Movimento 5 Stelle c’è sempre una fase di astensionismo, perché la gente è talmente abituata a votare Pd che non riesce a fare subito il salto, ma spero che prima o poi arriveremo anche qui, così da poterci mettere alla prova».

Ma è davvero tutta colpa del Pd?

«Le Marche sono una delle regioni più produttive in Italia che vive grazie al turismo e alle piccole medie imprese. Riguardo al turismo, come si è potuto vedere a Pesaro, si sta sempre di più riducendo drasticamente. Le regioni come le Marche verranno prima o poi colpite maggiormente dalla supremazia del capitalismo finanziario, soprattutto perché non sono abituate alla crisi e ad affrontarla, e sarà lì che entreremo in gioco noi».

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