Di Bella: “Le mie dimissioni erano antecedenti al decreto anti-pensionati”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Pesaro, 16 ottobre 2014 – «Diciamo che me ne vado non sbattendo la porta, la chiudo». Sintetizza così Marcello Di Bella, dimessosi dall’incarico di direttore della Biblioteca Oliveriana prima di cadere «vittima» della legge che vieta a tutte le pubbliche amministrazioni di conferire incarichi – salvo che per un solo anno a titolo gratuito – a soggetti titolari ti pensioni pubbliche o private.

«Le mie dimissioni — chiarisce Di Bella — sono datate 9 settembre, la legge c’era ma io non lo sapevo. Me ne andrò il 1° novembre ma ho predisposto che tutta l’attività già programmata per quest’anno vada a buon fine». Il fatto che Di Bella si sia dimesso prima di sapere che una legge lo avrebbe in qualche modo obbligato a farlo fa pensare a qualcosa che non filava del tutto liscio già da prima: «C’erano anche piccole cose interne — dice —, ma si trattava di tutte cose lievi e superabili, alla fine quello che conta sono i risultati. Comunque ci sarà un mio saluto ufficiale».

Ci pensa un po’ poi aggiunge: «E’ un passo indietro per tutti, per me un po’ prima rispetto ai locali, sono nato nel 1946; la legge non è fatta bene: se vuoi un ricambio non selvaggio prima devi affiancare agli anziani i giovani con concorso pubblico obbligatorio. Prima o poi anche i giovani diventano anziani e fra loro c’è anche chi è più bravo dei giovani stessi oppure c’è anche chi dà segni di qualche stanchezza».

Di Bella ricorda che i suoi primi rapporti con l’Oliveriana li ebbe su iniziativa del professor Brancati che nel 2000 lo consultò proprio per avere una relazione sull’andamento dell’ente. «Ci sono poi arrivato nel 2010 — continua — con qualche polemica di sponda politica e ci sono arrivato anticipando il mio pensionamento dal comune di Rimini. In qualche modo — conclude — alla Biblioteca Oliveriana ci sono stato chiamato». Insomma pare che il direttore in uscita dell’Oliveriana non ritenga quello deciso dalla legge il modo migliore per fare largo ai giovani: «Mi sono sentito inadatto, superfluo, è stato quasi mortificante. La situazione era quella che era, problemi economici ce n’erano, ne avevo parlato anche con l’assessore alla Bellezza Daniele Vimini…». E’ andata a finire così.



 

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