Dieci furti in tre ore, arrestata una banda di ladri

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Pesaro, 28 gennaio 2016 – Rubavano a raffica come le cavallette che si avventano su un obiettivo. Sette, otto, dieci furti in tre ore nello stesso quartiere. Questo era il metodo di agire di una banda di tre persone, due albanesi e una casalinga di Rimini, bloccata e messa in carcere dalla polizia di Fano insieme alla squadra Mobile di Pesaro.

Uno di loro, Blerim Halili di 35 anni, ha già una condanna per omicidio alle spalle, scontata con sette anni di carcere e da tempo clandestino in Italia, è stato fermato all’alba dell’altro ieri ad Aversa (Caserta) dove si rifugiato per sfuggire alla cattura.

Rinvenuta anche la refurtiva, che nascondevano in una casa di Rimini nella disponiblità della donna, una 43enne sconosciuta o quasi ai casellari giudiziari. Trovati almeno 350 oggetti, anelli, collane, orologi, denaro, piatti, argenteria varia compresa una scimitarra. Non mancavano mole elettriche, trapani, mazze, picconi, e martelli per scassinare casseforti e serrature.

Stamane, il questore di Pesaro Antonio Lauriola con accanto il capo del commissariato di Fano Stefano Seretti e il capo della mobile Silvio Bozzi ha spiegato l’indagine partita una settimana fa con la segnalazione di furto fatta da una donna con la casa in collina tra Fano e Pesaro che aveva visto allontanarsi una Nissan Micra da casa sua con a bordo tre persone. Aveva capito che dovevano trattarsi di ladri.

Quella segnalazione ha permesso alla polizia di intercettare la macchina nella zona di Fenile di Fano, e con essa la possibilità di mettere le manette alla donna e al complice seduto nel sedile posteriore, Francesko Nikaj, 28 anni, albanese, con la refurtiva in auto.

L’altro complice, Halili, seduto davanti, è riuscito a fuggire per i campi grazie alla sua robustezza e prontezza di riflessi. Non a caso, è considerato dagli inquirenti lo “Yuri Chechi delle grondaie“ perché capace di salire al terzo piano di un palazzo scalando a mani nude i pluviali.

L’uomo, alto 1.55, è riuscito a fuggire ma gli inquirenti ci hanno creduto alla sua cattura. Gli sono stati dietro fino a Napoli dove, individuato l’albergo dove stava alloggiando, sono andati ad arrestarlo all’alba dell’altro ieri notificandogli un fermo a firma del pm Fucci di Pesaro.

La questura ha messo nel proprio sito le foto dei gioielli rinvenuti. Se i tanti derubati pesaresi riconosceranno i propri beni potranno rivolgersi alla questura per la verifica e l’eventuale ritiro dell’oggetto rubato.

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