Disabile: visita di controllo al bar

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 15 maggio 2015 - GLI UFFICI provinciali dell’Inps, predisposti per i controlli di malattie invalidati, mostrano evidenti barriere architettoniche, tanto che le visite di alcuni disabili vengono effettuate nell’atrio del piano terra o al bar. A questo si aggiunge il disagio di continui accertamenti che vengono effettuati con lo scopo di contrastare il fenomeno dei falsi invalidi, ma che di fatto creano solo un’eccessiva burocratizzazione e pochi benefici.

A rendere pubblica la situazione è Angelo Larocca, paraplegico dal 1996, che negli ultimi 10 mesi è stato chiamato a presentarsi a tre accertamenti, l’ultimo ieri mattina. Anche questo è avvenuto fuori dall’ufficio preposto, considerato che l’ascensore a servizio della struttura, per le sue dimensioni, non riesce a contenere la carrozzella.

«Trovo che questa sia una situazione assurda – spiega Larocca –. Nel 1996 in seguito ad un incidente d’auto sono diventato paraplegico, nel 1997 c’è stato il primo accertamento che ha riconosciuto il mio stato. Nonostante le difficoltà, mi sono laureato e ora lavoro in un’azienda di Porto San Giorgio come programmatore. Nel 2005 ho richiesto la pensione di inabilità che mi è stata riconosciuta, e fin qui tutto normale. Nel 2009 il governo affida un programma di controllo a due commissioni per valutare lo stato di disabilità dei pazienti al fine di frenare il fenomeno dei falsi invalidi.

A seguito di ciò sono stato chiamato in continuazione. Per essere esatti, tre volte negli ultimi 10 mesi. Premetto che le chiamate a visita avvengono per messaggio su cellulare, poi per lettera semplice senza certificazione, in cui si specifica che il mancato controllo autorizza alla perdita dei requisiti. Purtroppo, la mia è una condizione permanente, non è una malattia che può subire variazioni. In tutti e tre i casi, oltre a perdere la giornata di lavoro, a richiedere l’ausilio di un accompagnatore, devo subire uno stress emotivo che mi infastidisce. La mia sedia non entra nell’ascensore, di conseguenza è il medico che deve scendere, tanto che la visita e alcune domande anche personali, mi sono state rivolte nell’atrio dell’edificio o nel bar dello stesso».

Anche ieri mattina è andata così e Angelo Larocca si è visto confermato lo stato di inabilità. Gli hanno spiegato che il controllo è stabilito dall’Ufficio delle Entrate, poiché il reddito del paziente supera la soglia di legge imposta per questi casi e, quindi, d’ufficio viene inoltrata la procedura di controllo.

 



LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle 

Precedente Brutta caduta con lo scooter, ventenne trasportato in eliambulanza a Torrette Successivo L'Oroscopo di oggi gli astri del Borghigiano