Dissesto e frane: a rischio le case di 19mila maceratesi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Macerata, 3 marzo 2016 – Nel Maceratese sono 18.938 i cittadini residenti in zone a rischio frana, e lo stesso pericolo interessa anche 991 beni culturali, ben il 16 per cento di quelli presenti sul territorio. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti Macerata sul rapporto 2015 sul “Dissesto idrogeologico in Italia” presentato dall’Ispra. Una situazione causata, secondo Coldiretti, soprattutto dalla cementificazione e dall’abbandono delle campagne, ma anche della pressione degli animali selvatici, con la nostra provincia che nel giro di una ventina d’anni ha perso quasi 8mila ettari di terre coltivate, con il venire meno della costante opera di manutenzione assicurata dagli agricoltori.

Dei quasi 19mila maceratesi che vivono in area a rischio meno di un terzo (5.442) si trova in situazione di pericolo elevata. Numeri che fanno della provincia di Maceratese il secondo territorio meno sicuro, nel confronto con la situazione delle altre province. Dei 991 beni culturali in pericolo, invece, quelli che rischiano di più sono 383, ovvero più di un terzo. Ma il rapporto prende in considerazione anche le imprese che operano in zone a rischio dissesto. Nel Maceratese quelle dove il pericolo è elevato sono 357.

“Per proteggere il territorio provinciale, i cittadini che vi vivono e il suo patrimonio culturale dobbiamo difendere il nostro patrimonio agricolo e la disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali – sottolinea Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata. Alla situazione di dissesto idrogeologico non è certo estraneo il fatto che nelle Marche oltre 12 milioni di metri quadri di territorio all’anno vengono coperti con asfalto e cemento, edifici e capannoni, servizi e strade, con la conseguente perdita di aree aperte naturali o agricole capaci di assorbire l’acqua in eccesso.

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